Bufardeci: spendere bene i fondi europei per rilanciare l'agricoltura

L'assessore regionale: "I miliardi spesi con Agenda 2000 non hanno risolto i problemi strutturali del settore, faremo meglio con i 2 miliardi e 100 milioni di Agenda 2007"

PALERMO. «I miliardi spesi con la vecchia Agenda 2000 non hanno risolto nessuno dei problemi strutturali dell’agricoltura, che resta il settore più in crisi in Sicilia. La sfida ora è spendere meglio i 2 miliardi e 100 milioni di Agenda 2007. Pur sapendo che almeno 500 milioni all’anno vanno via per forestali e precari dei consorzi di bonifica»: Titti Bufardeci, assessore all’Agricoltura, illustra la sua ricetta proprio nel giorno in cui gli agricoltori di tutta la Sicilia sono scesi in strada a Palermo.

Quali misure sta studiando per aiutare il settore?

«Secondo me il primo problema da risolvere è quello della frammentazione della nostra agricoltura. Troppe imprese hanno meno di 5 ettari di terra. Non si fa politica di squadra. Per questo motivo stiamo favorendo gli accorpamenti inserendo in Finanziaria 10 milioni per aiutare i produttori che scelgono di fondersi».

La maggior parte delle imprese lamenta un crollo dovuto a eventi calamitosi ma anche a un mercato con prezzi insostenibili, troppo bassi alla fonte e troppo alti per il consumatore. Come pensa di affrontare il problema?

«In Finanziaria ci saranno due norme che stanziano fondi per le calamità. Con la prima creiamo il Fondo di solidarietà regionale, che si affianca a quello nazionale, e che avrà uno stanziamento di 15 milioni destinato a indennizzare le imprese colpite da calamità. Poi aiuteremo le aziende colpite dalla peronospora: sono pronti 32 milioni che serviranno per pagare le domande del 2007 e probabilmente permetteremo di presentare altre richieste. Per quanto riguarda i prezzi, io credo che bisogna portare avanti lo sviluppo dei distretti produttivi e per questo motivo ho già previsto che queste aggregazioni possano partecipare ai bandi del Po Fers di Agenda 2007. Infine, c’è una norma che permetterà di semplificare tutte le procedure burocratiche in agricoltura affidando ai Caa l’istruttoria di tutte le pratiche».

Oggi le associazioni degli agricoltori sono scese in strada denunciando la chiusura di migliaia di imprese e il crollo dei prezzi: si va dal - 32% del grano al -35% dell’uva da vino. Perché l’agricoltura è così in crisi?


«Non si è riusciti con la vecchia programmazione dei fondi europei a risolvere i problemi. Prendiamo il settore latteario-caseario, qui c’è gran parte della produzione nazionale ma scarsa capacità di trasformazione. E così i due terzi del prodotto finisce a due o tre imprese lombarde che lo comprano a prezzi non remunerativi. La stessa cosa avviene per il grano e gli agrumi».

Qual è il primo bando in uscita per spendere i fondi di Agenda 2007?

«Nei prossimi giorni pubblicheremo quello per l’imprenditorialità giovanile. Sono pronti 90 milioni per favorire nuovi insediamenti. Il contributo iniziale sarà di 40 mila euro a patto che i privati investano almeno il doppio»

Parliamo dei forestali. I sindacati protestano per i ritardi nell’applicazione dell’accordo dello scorso maggio.

«Abbiamo stanziato in Finanziaria 8,4 milioni per pagare gli arretrati dello scorso anno e ci sono i fondi anche per i prossimi due anni. Da quest’anno ognuno dei 21 mila forestali gestiti dall’assessorato vedrà aumentare il numero delle giornate lavorative, chi ne faceva 75 arriverà a 90, chi ne faceva 125 ne farà 150 e chi già ne svolgeva 150 verrà assunto per 165 giornate. Ma ho chiesto a tutti gli uffici periferici di accelerare la predisposizione dei progetti per la manutenzione delle strade e delle aree verdi in cui impiegare questo personale sfruttando i 200 milioni di fondi Fas destinati a questo scopo».

L’altra fetta di precari è nei consorzi di bonifica. Cosa prevedete?

«Anche il loro contratto è garantito. Mentre per i consorzi stiamo prevedendo in Finanziaria una riforma che ne riscriverà il numero e le competenze. Il testo attuale prevede di scendere da 11 a 4 anche se io proporrò una riscrittura dell’emendamento che ne aumenti un po’ il numero e le competenze geografiche».




Si parla anche della riforma dell’Esa. La farete?

«C’è un momento di riflessione su questo istituto. Intanto però attiveremo il suo fondo di rotazione da 4 milioni che permetterà di attivare investimenti delle imprese agricole».

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