Mafia, 40 anni di carcere per esponenti clan di Marsala

La pena più alta è stata inflitta a Vito Vincenzo Rallo (10 anni). I sei erano tutti accusati di associazione mafiosa, estorsione, porto d'armi abusivo e furto

PALERMO. Il gup di Palermo Sergio Ziino ha condannato, complessivamente, a quasi 40 anni di carcere sei persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, porto abusivo d'armi e furto. Sotto processo, in abbreviato, sono finiti i presunti esponenti della cosca di Marsala. L'accusa è stata sostenuta dai pm della dda Carlo Marzella e Marzia Sabella. La pena più alta è stata inflitta a Vito Vincenzo Rallo (10 anni) per cui è però caduta l'aggravante della qualifica di capomafia. A 8 anni e 10 mesi è stato condannato Francesco Giuseppe Raia, a 7 Maurizio Bilardello, a 6 anni e 6 mesi Gaspare De Vita, a 4 e 5 mesi Francesco Messina e a un anno e 6 mesi Dario Cascio. Al processo si sono costituiti parte civile la ditta Eurofish srl, grossista di pesce di Marsala taglieggiata dalla cosca, l'amministratore dell'azienda e l'associazione antiracket della città trapanese. Il danno sarà liquidato loro in sede civile. Non si è costituita invece l'altra società estorta, una impresa edile della zona. Le indagini che hanno portato al processo sono state condotte dalla Mobile di Trapani e dai carabinieri del comando provinciale.

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