Palermo, sgomberati gli appartamenti occupati allo Zen 2

Si è conclusa l'operazione congiunta di polizia, carabinieri e vigili urbani, che tra urla e minacce hanno evacuato decine di famiglie che abusivamente occupavano le abitazioni. Cammarata: "Adesso il rilancio del quartiere"

PALERMO. Tra urla e minacce, decine di famiglie hanno dovuto abbandonare gli appartamenti che occupavano abusivamente nella peninsula 3 dello Zen 2 a Palermo. Questa mattina un'operazione congiunta di polizia, carabinieri e vigili urbani ha permesso lo sgombero di dieci case che "verranno adesso immediatamente assegnate -, assicurano dal Comune di Palermo - per evitare che siano nuovamente occupate". Ma questa è solo la prima fase dello sgombero deciso dal comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza voluto dalla prefettura di Palermo. La gran parte degli abusivi, infatti, occupa i 60 alloggi ancora in fase di costruzione. Ci vorrà una nuova riunione per decidere le prossime mosse. Intanto, la questura ha assicurato il controllo della zona, mentre la Protezione civile ha distribuito pasti e coperte ai senzatetto. 


Le parole di Cammarata - "Un ringraziamento e un vivo apprezzamento all'impegno delle forze dell'ordine" sono stati espressi dal sindaco di Palermo, Diego Cammarata, per avere effettuato lo sgombero di alcuni degli appartamenti dell'Insula 3 allo Zen occupati abusivamente "senza che - prosegue il sindaco - si verificassero incidenti di alcun tipo ma, anzi, in un clima di complessiva accettazione del provvedimento adottato in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza".   "Adesso - sottolinea il sindaco - sarà possibile riaprire il cantiere e riprendere i lavori di ristrutturazione ed ultimare gli appartamenti che erano stati occupati e procedere in tempi all'assegnazione degli alloggi di quanti sono in graduatoria. Capisco che in alcuni casi l'occupazione abusiva di un alloggio appare l'unica strada percorribile ma il rispetto della legalità è un elemento essenziale della convivenza civile".   "I legittimi assegnatari - prosegue - sono persone altrettanto bisognose di quanti occupano abusivamente e diversamente da questi ultimi, non cercando di fare valere i loro diritti con atti di violenza. Abbiamo creato una graduatoria aggiuntiva per le condizioni di particolare gravità e abbiamo proceduto proprio in questi giorni ad assegnare alcune abitazioni provenienti dai beni confiscati alla mafia".  Il sindaco ha chiesto che venissero predisposti, in occasione della prevista operazione di sgombero, alcuni servizi di assistenza da parte della protezione civile e ha chiesto l'assistenza delle attività sociali vista la presenza di minori. 


Le reazioni - "Si ripropone l'inquietante messa in scena che vede come soliti protagonisti gli occupanti abusivi dallo Zen. Lo sgombero iniziato stamattina all'alba è stato  portato avanti con un dispiegamento di forze di polizia degno della cattura di un boss di grosso calibro". Lo dice Antonella Monastra, del gruppo Un'altra storia al Comune di Palermo. "E' la stessa tecnica messa a punto per i lavavetri, in fondo, e conferma lo stile istituzionale del sindaco Diego Cammarata e della sua giunta - prosegue - Per occuparsi della legalità si usano due pesi e due misure, preferibilmente penalizzando l'anello più debole della catena. Dopo ben otto anni, questa amministrazione sulle politiche abitative ha saputo solo togliere: il buono casa non esiste più, l'integrazione all'affitto si è assottigliata sempre maggiormente e nessun altro ammortizzatore sociale è stato erogato per sostenere i nuclei familiari meno forti".  "Il regolamento degli interventi abitativi, che vede nell'utilizzo dei beni confiscati una delle soluzioni possibili all'emergenza casa - conclude -, è stato per anni disatteso. E comunque non si è provveduto in alcun modo a individuare strategie di sostegno per evitare che gli sgomberi, nel ripristinare le assegnazioni ai legittimi destinatari, non producano ulteriore disagio alle famiglie già in difficoltà".



"Lo Iacp nelle fasi dello sgombero è stato parte attiva. Nel corso degli incontri preparatori all'operazione con le forze dell'ordine l'istituto ha garantito uomini e mezzi per riportare nella zona dell'Insula 3 la legalità". Lo dice Marcello Gualdani, commissario straordinario dell'Istituto autonome case popolari.  "E' un primo passo decisivo per cercare di dare gli appartamenti ai legittimi assegnatari - prosegue - Da parte di questo istituto in questi mesi si è cercato di riportare la massima trasparenza e legalità nell'amministrazione di un così delicato settore. L'auspicio è che il Comune possa trovare soluzioni anche per le famiglie che oggi sono state sgomberate. La casa è un diritto che deve essere garantito".   




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