Mali, appello dei coniugi Cicala per la liberazione degli spagnoli

I paesi "devono muoversi al più presto possibile, la salute degli ostaggi è in pericolo", ha detto Philomene Kaboré, liberata venerdì scorso con il marito, il siciliano Sergio Cicala

MALI. I coniugi italiani sequestrati da Al Qaida per il Maghreb islamico (Aqmi) e liberati venerdì scorso nel nord del Mali hanno lanciato un appello oggi a Ouagadougou, in Burkina Faso, per far liberare "al più presto possibile" i due spagnoli tuttora in mano ai loro rapitori. Albert Vilalta e Roque Pascuale, due operatori umanitari spagnoli rapiti il 29 novembre scorso in Mauritania, sono uttora detenuti nel deserto del Mali da Aqmi. I Paesi "devono muoversi al più presto possibile", ha detto Philomene Kaboré, liberata venerdì scorso con il marito, il siciliano Sergio Cicala.  "Bisogna che la soluzione avvenga presto perché la salute degli spagnoli è in pericolo a causa del troppo caldo" nel deserto del Mali, ha aggiunto da parte sua Cicala durante una conferenza stampa presso la presidenza del Burkina Faso. Sergio Cicala, 65 anni, e la moglie, 39, erano stati rapiti il 18 dicembre scorso nel sud-est della Mauritania, ai confini con il Mali. Erano stati poi ceduti al gruppo armato Amqi, nel nord del Mali, che li ha liberati il 15 aprile.

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