Ragusa, Dipasquale: così rilancio il turismo

Il sindaco: "Il porto di Marina realizzato a tempi record con 70 milioni di euro spesi e costo zero per il Comune"

RAGUSA. «Vorrei che si ricordasse questo primo quinquennio di attività come il periodo in cui sono state fatte scelte coraggiose. La città è stata ripulita: ordine, trasparenza e legalità. E poi il rilancio del turismo. Un'operazione complessa ed a tutto tondo che ha imposto attenzione e sforzo da parte di tutta la macchina amministrativa: dai vertici politici al personale. Ci siamo impegnati al massimo per tutti i dipendenti da una parte con le progressioni economiche e dall'altra con la stabilizzazione di tutti i duecento precari. Ed i risultati, a mio avviso, sono evidenti. Tanto evidenti che, giornalmente o quasi, devo difendere il mio territorio dagli attacchi di chi non vede di buon occhio questa crescita. Penso alle trivellazioni che fanno parte della storia della nostra provincia e che qualcuno non vuole nonostante gli impatti assolutamente trascurabili ed i benefici in termini di royalities che ne derivano alla nostra città, o alla questione della discarica, ad esempio, ma non vorrei soffermarmi su queste vicende». Così esordisce il primo cittadino di Ragusa, Nello Dipasquale, parlando del lavoro svolto. Un’attività amministrativa che lo impegna a ”tutto tondo”, grazie anche alla collaborazione del suo staff.

Sindaco Dipasquale, l'opposizione ad inizio del suo mandato rivendicava la primogenitura su molte delle opere che sono state appaltate in questi anni.

“Le opere bisogna realizzarle e non parlarne e basta. Iniziamo dal porto turistico di Marina di Ragusa. È stato realizzato a tempi di record, dopo ritardi dovuti prima al bando e poi alle lungaggini burocratiche: un accesso fondamentale per lo sviluppo delle politiche turistiche di questo territorio. Settanta milioni di euro spesi ed a costo zero per il Comune: una struttura che, realizzata con il sistema del progetto di finanza - cinquanta per cento fondi comunitari e cinquanta per cento fondi privati -, tra 60 anni sarà di proprietà interamente pubblica. Ed abbiamo promosso la riqualificazione di tutto il lungomare che “rischia” di diventare il più lungo d’Europa. Da questo importante “portale blu”, l'accesso al nostro entroterra, la via per Ragusa dove la cosiddetta “legge su Ibla” ci ha aiutati a consolidare, recuperare, ristrutturare e conservare il barocco che caratterizza Ibla ed il centro storico superiore”.

Una legge speciale che ha dato ossigeno anche all'economia locale.

“I nostri tecnici, ma anche il mondo imprenditoriale ibleo, nel corso degli anni sono stati bravi a trasformare le risorse in opere, progettando e realizzando. Vorrei dire che solo nel 2009 abbiamo appaltato opere per 15 milioni di euro: 6 milioni e mezzo per lavori, 2.600.000 per servizi, tre milioni di euro sono stati affidati tramite cottimi, e due milioni e settecentomila attraverso le procedure negoziate: non abbiamo pensato solo al turismo, è ovvio. Abbiamo investito sulla realizzazione di una casa protetta per anziani (1.200.000 euro), un centro polifunzionale per i giovani, ed uno spazio di incontro per genitori/figli per siotuazioni difficili e delicate. Poi, opere di urbanizzazione a Cisternazzi, (1.000.000 di euro), riqualificazione dell'ex Consorzio agrario dove è dislocata parte degli uffici per una spesa di 1.200.000 euro oltre al rifacimento delle strade per oltre un milione e mezzo di euro; altrettanto è stato speso per la pubblica illuminazione e per la riqualificazione del lungomare di Marina di Ragusa. Abbiamo realizzato un luogo di aggregazione a San Giacomo perchè abbiamo dato attenzione anche alle frazioni, non solo a Marina. Siamo al passo: abbiamo pure definito il piano di alienazione degli immobili una serie di casette e ruderi antieconomici e comunque inutili per essere funzionali alle attività comunali ma che possono invece diventare una risorsa per giovani coppie o imprese per la realizzazione di piccole attività imprenditoriali”.

Ma tutto questo è, come suol dirsi, farina del suo sacco?

“Nessuno ha mai tolto meriti a chi mi ha preceduto. A proposito, siamo in dirittura finale per chiudere il discorso di Palazzo Ina, purtroppo struttura degli anni Settanta che si affaccia su uno dei più suggestivi scorci della città: piazza San Giovanni e la sua Cattedrale, luighi che assieme ad altri sedici monumenti e palazzi, è considerato un bene Unesco, patrimonio dell’Umanità. Stiamo svuotando gli uffici trasferendoli, contestualmente all’ex Consorzio agrario, perché grazie ad un concorso di idee internazionale ed una commissione capitanata dall'architetto Paolo Portoghesi, in stretta collaborazione con la Soprintendenza, forniremo all'acquirente che se lo aggiudicherà - e l'interesse è quello di realizzare un albergo di classe -, il progetto di recupero, chiavi in mano: una soluzione progettuale per ricontestualizzare la struttura, senza stridere con il barocco del centro storico. Abbiamo concentrato il settore dello Sviluppo economico nella nuova zona artigianale anche questa realizzata con una decisiva azione di accellerazione. E poi ci sono tutti gli strumenti urbanistici, dal piano spiagge con il quale abbiamo normato dalla distanza degli stabilimenti alle spiagge libere, alle tipologie di costruzioni ed i materiali da utilizzare. Il piano di recupero, quello di compatibilità degli impianti pubblicitari. Su questo argomento devo dire anche che si è provveduto ad ordinare la mozione degli impianti in contrasto con il codice della strada, ad esempio, e quelli non autorizzati. Un grande lavoro che ha coinvolto non solo la cartellonistica dei manifesti di sei metri per tre ma anche la segnaletica stradale. Un grande obiettivo è stato poi quello di definire il piano particolareggiato del centro storico e del colore oltre al piano per l’edilizia economica e popolare, strumenti appunto che completano il piano regolatore generale della città”.

Torniamo al turismo. Dal mare all'entroterra con infrastrutture e servizi, una delle carenze storiche del territorio. Ma la accusano di essere un cementificatore.

“Quelli che mi accusano sono gli stessi che invece non dicono nemmeno una parola quando vengono a sapere che toglierò dalla collina di Santa Barbara le tonnellate di cemento in blocchi, operazione che servirà a rafforzare la diga di ponente del porto di Marina. Si tratta di blocchi depositati oltre un ventennio fa, a seguito del “naufragio” di un progetto per il porto di Marina. Li sposteremo per rinforzare la massicciata del braccio di ponente del porto con un doppio vantaggio: eliminare uno scempio ambientale e riutilizzare materiale già pronto. Mi viene da pensare che per qualcuno sia meglio l'anarchia”.

La città è un cantiere, spezzata in due per almeno un anno a partire da ora, per la realizzazione del parcheggio di piazza Poste.

“È un sacrificio utile alla città anzi, direi indispensabile. Abbiamo anche trovato le risorse per completare i parcheggi. Vorrei ricordare che si tratta di tre parcheggi nel centro cittadino: piazza Stazione, piazza Matteotti, e quello davanti al Tribunale che è completato da un’area commerciale-artigianale, tra l’altro in una zona che era caduta nel degrado e che con questa realizzazione riprende vita. Sono tutti parcheggi sotterranei che non deturpano il centro, anzi. E pure il teatro e la biblioteca comunale sono da considerarsi infrastrutture al servizio della Cultura ed anche per questi i lavori sono in fase avanzata. Amico dei costruttori? Ho molti amici in ogni settore produttivo. Ed ho delle idee per quanto riguarda lo sviluppo della mia città che ho condiviso con la maggioranza che mi sostiene”.

Ed il Parco nazionale degli Iblei?

“Non rientra tra le idee di sviluppo. Lo abbiamo dimostrato: ingesserebbe il nostro altipiano che è fortemente antropizzato. Solo una piccola parte di territorio potrebbe essere inglobata in una ipotetica perimetrazione e come me la pensa tutto il mondo produttivo che è stato coinvolto dalla Camera di commercio. Un parco rurale con vincoli minori potrebbe essere una soluzione su cui lavorare”.

Ogni tanto lei sparisce, stacca la spina, irrintracciabile.

“Mi serve qualche giorno per ricaricarmi: o al mare, non è un mistero che adoro pescare con la canna da pesca e in immersione, oppure in campagna. E non ho abbandonato un obiettivo personale: la laurea. Ci sono vicino e forse riuscirò a laurearmi prima di mia figlia”.

Progetti per il futuro?

“Realizzare tutte le opere che sono state progettate ed avviate, naturalmente nel mio secondo mandato. Tra questi c’è pure il cosiddetto quadrilatero di via Roma. E spingere per il finanziamento del nutrito parco progetti che gli uffici sono stati capaci di produrre”.

Significa che è pronto a ricandidarsi, dal momento che ha già incassato il sostegno di alcune delle forze politiche che compongono la sua maggioranza?

“Mi sento la responsabilità di ricandidarmi. Non è stata una passeggiata, quattro anni in cui sono stato e continuo ad essere un sindaco a tempo pieno: non ho svolto questa funzione nei ritagli di tempo. Anzi, tutt’altro. Ritengo di avere una grande energia da spendere per Ragusa. E poi vorrei lanciare un messaggio anche se da qualcuno può essere inteso come una provocazione: non vedo il motivo per il quale a Palermo si possa governare anche con il sostegno del centrosinistra e a Ragusa no”.

Cosa intende dire?

“Che mi auguro che tutte le forze moderate di Ragusa possano confluire in un progetto di crescita e di sviluppo per la città ed i suoi abitanti”.

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