Gesip, il traffico bloccato penalizza solo i cittadini

Ieri mattina Palermo ha incarnato il peggior incubo della fantascienza. Migliaia di auto immobilizzate in un gigantesco ingorgo. Tutti fermi. Paralisi totale. La ragione: la protesta dei dipendenti della Gesip che hanno bloccato piazza Indipendenza rendendo la città simile ad una immensa barricata di acciaio. Impossibile muoversi. È evidente che una situazione del genere è assolutamente inaccettabile. La Gesip è rimasta con le casse vuote, così come tutta l’amministrazione comunale. Non è più in condizione di pagare gli stipendi. Comprensibile la preoccupazione dei lavoratori: ma i cittadini di Palermo che cosa c’entrano? In realtà vengono al pettine anni di sciagurato clientelismo che ha creato buste paga senza che ci fosse lavoro. Era importante dare un salario, ancorché minimo, anziché un servizio. Ora, però, servono sacrifici per risanare i conti. Ma certo non è questa la strada percorribile. Quanto accaduto ieri è uno schiaffo alla città che certamente nessuno dimenticherà quando bisognerà trovare una soluzione.
Serve un salto di qualità. È necessario il contributo di tutti. A cominciare dai vertici della Gesip che dovrebbero aprire un tavolo con i sindacati e tentare una via d’uscita. Ieri, invece, hanno persino partecipato all’assemblea in centro, ben guardandosi dal prendere le distanze.
Inoltre, la protesta è arrivata fino ai Quattro Canti, provocando la paralisi di piazza Indipendenza che, a causa dei lavori in corso, è già per metà bloccata. Il traffico da quelle parti sarà molto complicato per mesi. Avere organizzato una manifestazione che coinvolge proprio quell’area dimostra una sola cosa: profondo disprezzo per la città.

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