Favoriti esponenti della mafia? Inchiesta sui termovalorizzatori

Secondo i pm sarebbe stata danneggiata la pubblica amministrazione nel bando per la costruzione delle strutture a Palermo, Paternò, Augusta e Casteltermini

PALERMO. Aver danneggiato la pubblica amministrazione a vantaggio di Cosa nostra. È questo il reato ipotizzato dalla Procura di Palermo nell’ambito dell’inchiesta che riguarda la realizzazione di quattro termovalorizzatori in Sicilia: Palermo, Paternò, Augusta e Casteltermini.
Le indagine, seguite dai pm Nino Di Matteo e Sergio De Montis, come riferisce il Giornale di Sicilia in edicola oggi (16 aprile) nascono da un dossier-denuncia presentato da parte dell’assessore regionale all’Energia, Pier Carmelo Russo.
In particolare i magistrati stanno ricostruendo il bando (firmati dall’allora commissario straordinario Salvatore Cuffaro e dal suo vice, Felice Crosta) per i quattro termovalorizzatori che risale al 2002, una gara poi annullata dalla Corte di Giustizia europea per via di alcuni difetti di legittimità relativi alla pubblicità.

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