Taglio degli organici, in Sicilia oltre tremila prof in meno

In tutta l'Italia 25.558 posti in meno nel prossimo anno scolastico su un totale di 620 mila docenti. E la Uil parla anche di 10-15 mila precari a rischio

ROMA. Meno 3,96% di docenti nell'anno scolastico 2010/2011, rispetto al 2009/2010, un taglio di 25.558 posti su un organico di diritto di oltre 620 mila docenti, in particolare al Sud, ma in media in tutta Italia. A questo corrisponde un aumento degli alunni dello 0,11%, per un totale di 6,8 milioni di bambini e ragazzi nei banchi di scuola (quella dell'infanzia esclusa). La situazione dei tagli dei prof ha destato oggi nuovo allarme nei sindacati e nelle opposizioni: dopo i dati usciti nei giorni scorsi, infatti, è in via di pubblicazione la circolare ministeriale che definisce numeri e regole.    
E la denuncia della Uil Scuola parla anche del rischio del posto di lavoro per 10/15 mila precari, che sono quelli che pagano direttamente i tagli degli organici di diritto, al netto delle previsioni dei pensionamenti. "E' quanto mai urgente predisporre in tempo utile tutti gli interventi integrati Regioni, Inps, Miur, per garantire a queste persone di non restare senza lavoro e senza stipendio", spiega Massimo Di Menna segretario generale della Uil Scuola.   
Rispetto alle regioni, tutto il Sud ha un taglio di circa il 5% dei prof (alla Calabria il record con il -5,32%) ma in nessuna regione la diminuzione scende sotto il 3%. In termini assoluti, la regione che perde più docenti è la Campania con 3.686 posti tagliati, seguita dalla Sicilia (-3.325) e Lombardia (-2.760). Francesca Puglisi, responsabile scuola del Pd, parla di "contraddizioni fortissime nel nord, proprio nelle regioni che hanno premiato il centrodestra: in Veneto e Lombardia gli insegnanti saranno tagliati di oltre il 3% nonostante un aumento degli alunni dell'1,3%". E il Pd sottolinea anche il taglio di 15 mila Ata, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.    
Di "scelta sbagliata anche dal punto di vista sociale", parla la Gilda, "perché questi tagli peggioreranno una situazione economica già molto grave". 

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