Gli errori politici di Gino Strada

Noi ammiriamo Gino Strada, per quello che ha fatto e che continua a fare, come medico, come fondatore e animatore di "Emergency", finanziata generosamente da milioni di cittadini (anche con l'otto per mille), per l'opera di assistenza sanitaria, con ospedali e centri di intervento, svolta in 13 paesi dell'Africa e dell'Asia, fra i più poveri e i più "caldi" (per le guerre in corso) della terra. Questo però non ci dove impedire di esprimere qualche critica e riserva sul suo ruolo pubblico e mediatico, cioè sulla sua "dimensione politica". La conferma è arrivata dalla vicenda dei tre operatori sanitari italiani arrestati dai militari afghani, su mandato della magistratura di questo martoriato paese, infestato dai talebani, cioè da quei terribili sanguinari terroristi, che seminano lutti e rovine e non si fanno alcun problema umanitario nel far saltare in aria o nello sgozzare anche anziani, donne e bambini.
Il dottor Strada, che insegue il sogno di essere ricordato come il grande umanista dottor Schweitzer, anche questa volta si è rivolto alla "piazza": ha mobilitato i suoi amici politici (quasi tutti alla sinistra del Pd), promuovendo raccolte di firme, ha sferrato ininterrottamente attacchi durissimi (e insensati ) al nostro ministro degli Esteri, che sarebbe "colpevole" di non prodigarsi abbastanza per liberare i tre operatori di Emergency e, ovviamente, non ha risparmiato accuse e insulti al governo di Kabul. Strada e gli altri dirigenti di Emergency non hanno saputo spiegare però la presenza di armi (cinture da kamikaze, granate, fucili, ecc.) nell'ospedale di Lashkar Gahda.

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