"Il governo che fa" con Gaetano Armao

Ecco tutte le domande poste dai lettori all’assessore regionale ai Beni culturali, Gaetano Armao, con le risposte dell’assessore. Per porre un quesito basta scrivere a postaweb@gds.it, le mail anonime non saranno prese in considerazione

QUALE FUTURO PER CHI HA STUDIATO CONSERVAZIONE DEI BENI CULTURALI?
Mi presento sono Alberto Rizzo, ho 28 anni e ho la laurea magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali. Volevo chiedere all'assessore Armao che prospettive ci sono per i giovani laureati nella mia facoltà, visto che ad oggi i cantieri di restauro sono essenzialmente effettuati da ditte edili o da ditte di restauro  con manovalanza  non specializzata nel campo del restauro. La nostra figura professionale non è ancora inquadrata infatti non esiste un albo dei Restauratori. Che futuro Abbiamo?
Aspettando una sua risposta, le porgo cordiali saluti.
Alberto Rizzo




Gentile dottor Rizzo, sicuramente sarà informato dell’esperienza “Caravaggio, restauro aperto” iniziativa  promossa dalla Camera dei deputati,  voluta dalla Regione Siciliana e sostenuta da  uno Sponsor unico, Fastweb. L’iniziativa ha permesso di visitare il “cantiere aperto” durante il periodo di restauro, aggiornarsi  sulle tecniche, conoscere  l’elaborazione dei dati scientifici prodotti ecc… Le riferisco di questa ultima esperienza a testimonianza del merito e della giusta considerazione che la pubblica amministrazione dà agli interventi di conservazione e dunque alla professione di conservatore e restauratore. Ciò per dissipare la sua pur giusta preoccupazione per l’improvvisazione che spesso ha connotato il settore. Inoltre diversi interventi del FESR sono dedicati al restauro. Le consiglierei di valutare se inoltrare istanza per l’inserimento nell’apposito elenco di professionisti che potrà trovare disponibile nel sito ufficiale del dipartimento beni culturali sia che abbaia conseguito la laurea presso una facoltà di Lettere che di Architettura.
L’assessore ai Beni culturali, Gaetano Armao


RAFFAELLO A PALERMO, MOMENTO DI SVILUPPO
Alla cortese attenzione dell'assessore avvocato Gaetano Armao, leggo sul Giornale di Sicilia la notizia dell'arrivo per fine maggio a Palermo del dipinto di Raffaello  "Lo Spasimo di Sicilia", ora al Prado.
Poiché dal 1987 ho ritrovato l'altare di Antonello Gagini che lo incorniciava all'interno della chiesa dello Spasimo (e dato per disperso), sono molto coinvolta nella vicenda. L' altare dal 1997 si trova smontato appunto allo Spasimo in attesa di essere rimontato, ma da allora nulla è successo.
Sul sito del Museo del Prado è citato il mio studio sull'argomento, ossia le incredibili vicende del dipinto, le numerose copie che ne sono state fatte e, soprattutto, il ritrovamento dell'altare.
Ritengo che l'occasione, da sempre attesa, del ritorno anche momentaneo del quadro di Raffaello a Palermo, possa costituire la molla per rimontare il monumentale altare proprio allo Spasimo. Si potrebbe ideare una teca particolare per proteggere sia il dipinto (ospite) che l'altare.
La mostra Spasimo e Spasimi di cui si parla nell'articolo del giornale potrebbe costituire un importante evento riunendo quella ventina di copie del quadro originale, disseminate in tutta la Sicilia. Penso che il progetto andrebbe studiato da subito per non sprecare un'occasione del tutto straordinaria.
Maria Antonietta Spadaro

Gentilissima dottoressa, mi congratulo innanzitutto per il suo pregevole lavoro, di cui mi ha già informato il dirigente generale Gesualdo Campo, e per l’impegno che dimostra  per la valorizzazione del nostro patrimonio. Le assicuro che le sue proposte ed indicazioni saranno attentamente e per tempo valutate dai miei uffici. Le farò sapere gli esiti.
L’assessore ai Beni culturali, Gaetano Armao






ABISIVISMO NEL CENTRO STORICO DI PALERMO
Buongiorno assessore Armao, volevo comunicarle che in via Vittorio Emanuele, dietro il Palazzo Gulì, a Palermo, sono ancora visibili le mura del Monastero Gran Cancelliere. Su cortile Vannellone esiste un muro costruito negli anni ‘70 (abusivo) e a ridosso del suddetto muro, c'è un giardino in stato di degrado appartenente al Monastero.
Il  cortile Vannellone è stato deturpato  della pavimentazione in ciottolato, di fronte al cortile c'è il vicolo Trugliari. Codesto nome dato dal fatto che i vecchi macellai passavano dal cortile con i "trugghiari" (pezzi di carne macellata), anch'esso deturpato dalla pavimentazione in ciottolato. L'area da me indicata risulta essere zona archeologica.
È per questo motivo che le chiedo per favore di venirmi a trovare e sarò ben lieto di farle visionare quanto sopra citato.
Distinti saluti
Michele Ventimiglia

Gentilissimo signor Ventimiglia, avrò piacere di recarmi nella zona da lei così competentemente descritta. Intanto darò mandato alla Soprintendenza di Palermo di fare un sopralluogo e relazionare sullo stato e sulle possibili azioni di recupero. Grazie per la sua preziosa  partecipazione.
L’assessore ai Beni culturali, Gaetano Armao

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