L'Amia chiede 100 milioni a ex amministratori

L'azienda palermitana per la raccolta dei rifiuti parte civile contro i suoi ex dirigenti, accusati di aver falsificato i bilanci nel 2005 e nel 2006

PALERMO. L'Amia, l'ex municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti a Palermo, ha chiesto la condanna al risarcimento di 100 milioni di euro, di cui 4 di provvisionale immediatamente esecutiva, di quattro tra ex amministratori, componenti del collegio sindacale e consulenti, accusati di avere falsificato i bilanci dell'azienda nel 2005 e nel 2006.     
L'azienda, costituita parte civile contro i suoi ex dirigenti, è rappresentata dall'avvocato Fabrizio Biondo. Il processo, che si svolge in abbreviato davanti al gup Giuseppe Sgadari, è una tranche di un procedimento a carico degli ex vertici della società. Gli altri imputati, tra i quali l'ex senatore del Pdl Enzo Galioto, all'epoca amministratore delegato, si svolge col rito ordinario. Davanti al gup, con l'accusa di falso in bilancio, oggi sono comparsi Paola Barbasso Gattuso, Deborah Gagliardi, Vincenzo Gargano e Antonino Noto. Il processo è stato rinviato al 13 maggio per la discussione dei difensori.

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