Non solo Montalbano, a Roma la "Camilleriana"

Lunedì sera al Valle un'ampia cavalcata teatrale nell'opera letteraria dello scrittore di Porto Empedocle

ROMA. Da sempre il Teatro Stabile di Catania - che quest'anno compie 50 anni - si è fatto un vanto e un dovere di trasferire in palcoscenico le opere dei grandi romanzieri siciliani: una linea artistica che ha trasformato in copioni teatrali le opere di Verga e De Roberto, di Sciascia e di Brancati e di altri. La stessa sorte - e non poteva essere diversamente - è toccata all'opera di Andrea Camilleri, che non é solo il papà del Montalbano televisivo, ma l'inventore di tanti altri personaggi. Lo si apprezza infatti anche nella trasposizione di un suo celebre romanzo, "Il birraio di Preston", che è tornato in scena (dopo una prima edizione dieci anni fa) con tutto il suo carico di umorismo, di satira sociale e di definizione dei caratteri isolani. Lo spettacolo, che prende il titolo dal romanzo stesso - è ora al Valle di Roma, dove lunedi sera si svolgerà anche una serata speciale intitolata "Camilleriana", ovvero un'ampia cavalcata teatrale nell'opera letteraria di Camilleri, un viaggio nel mondo di Vigata, la cittadina immaginaria che - un secolo e mezzo prima di far nascere il commissario Montalbano - già si offriva come quinta teatrale per una folla di bizzarri personaggi. Ecco dunque lo strano caso, datato 1874, del prefetto Bortuzzi venuto da Firenze (e pertanto considerato straniero) che si intestardisce a voler inaugurare la locale stagione lirica con l'opera sconosciuta e ancor meno apprezzata di un tal Ricci; una pretesa che mette sulla difensiva il questore, il capo delle guardie reali, i mafiosi veri e presunti, i sedicenti intenditori e gli oziosi del circolo dei signori; e insomma tutta la popolazione di Vigata, che non riesce a trovare ragione dell'insistenza del prefetto Bortuzzi. In tutto questo la città di Vigata si squaderna davanti al lettore/spettatore come un microcosmo di intrighi e di ricatti, un piccolo mondo antico, che qui e là assomiglia all'Italia moderna. E ogni evento getta ulteriormente nel caos tutto il paese. Camilleri e il regista e coautore Giuseppe Di Pasquale padroneggiano la materia con grande divertimento. Ogni personaggio, a cominciare dal narratore interpretato da Pino Micol -  ha il suo tic umoristico; ogni situazione si rivolge in comicità. Lo spettacolo corre veloce, fra invenzioni comiche e notazioni satiriche. Il pubblico ride e applaude, riscoprendo la Sicilia come una grande miniera di storie.

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