Catania, uccisa in casa una donna di 71 anni

La vittima, Maria La Spina, è stata colpita più volte alla testa con un oggetto contundente. Sospetti su alcuni giovani, interrogati dalle autorità in queste ore

CATANIA. Una rappresaglia da parte di alcuni giovani infastiditi per i suoi continui rimproveri sul loro atteggiamento da "rumorosi maleducati" o una rapina andata a male. Sono le due ipotesi investigative della squadra mobile di Catania che indaga sull'uccisione di una pensionata di 71 anni, Maria La Spina, uccisa nella sua abitazione nel rione Picanello. Ad assassinarla una persona che la conosceva bene e che ha fatto entrare aprendogli la porta d'ingresso che non presenta segni di effrazione. La donna è stata colpita più volte alla testa con un oggetto contundente, forse un ferro da stiro. Le stanze della casa sono state trovate tutte a soqquadro. In un primo momento la polizia ha pensato a un depistaggio: a qualcuno che voleva fare credere a una rapina andata a male, perché la donna, nubile, che viveva da sola, era una pensionata che non teneva grandi somme in casa. Per questo i primi a essere
stati sospettati sono stati tre giovani incensurati della zona, un diciannovenne e due ragazzi di 15 e 17 anni, che Maria La Spina avrebbe rimproverato perché rumorosi. I tre sono stati condotti in Questura, come persone informate sui fatti, ma gli accertamenti hanno permesso di escludere subito responsabilità dei due minorenni e le indagini si sono concentrate sul maggiorenne che avrebbe fatto parziali ammissioni di colpa. Alla polizia avrebbe spiegato di avere agito per rappresaglia contro i rimproveri della donna, un movente che non sarebbe però ritenuto attendibile dagli investigatori che sospettano invece che dietro il delitto ci sia qualche altra ipotesi, non escludendo il tentativo di rapina.   L'omicidio è stato scoperto poco prima della mezzanotte di ieri da vicini di casa della vittima che avevano una copia delle chiavi dell'appartamento. Erano rimasti insospettiti dal non averla vista per l'intera giornata e dalle finestre ancora spalancate a tarda sera. Maria La Spina, che viveva da sola dopo la morte della madre, per precauzione aveva fornito le chiavi della sua casa a dei vicini. Per gli abitanti della palazzina di via Duca degli Abruzzi la morte della "signorina" Maria è "inspiegabile". Davanti la casa della vittima, al primo piano del condominio, c'é esposto un cartello appeso per segnalare che "l'insistenza dei testimoni di Genoa non è gradita". "Era nel suo stile - spiega una vicina - era una persona serena e cortese, la mamma di tutti. L'altro giorno si lamentava, sempre in maniera garbata, delle spese del condominio, sostenendo che viveva con la sua pensione e non poteva permettersi di pagarle".

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