Punire gli enti non in regola; l’assessore: il settore va normalizzato

Pregevolissimo assessore Centorrino, sono d’accordo con lei. Niente soldi agli enti non in regola. Ad una sola condizione: che gli stessi enti vengono da parte sua dichiarati inaffidabili e quindi non più finanziati da parte della Regione. Mi permetto di dirle che l’affidabilità degli enti non è misurabile solo e semplicemente con il fatto se hanno o non presentato i rendiconti.
Assessore verifichi, per il tramite degli ispettorati del lavoro, quanto enti sono in regola con il versamento degli oneri fiscali e contributivi. Verifichi inoltre quanti altri enti hanno regolarmente e puntualmente versato il trattamento di fine rapporto di lavoro. Sono certo che dall’esito delle ispezioni avrà delle belle sorprese.
Quello su cui non sono d’accordo e che le conseguenze della cattiva gestione degli enti ricada sugli operatori. Assessore, mi permetto di darle un suggerimento: al fine di corrispondere agli operatori le mensilità maturate e non percepite affidi, sempre parlando degli enti non in regola, i finanziamenti della voce personale ai direttori degli uffici provinciali del lavoro. Negli anni passati questo meccanismo ha funzionato.  Contemporaneamente, per avviare quel processo virtuoso cui lei tiene tanto, assessore, avvii le procedure di tutela occupazionale previste dal contratto di categoria e dalle leggi regionali e affidi l’attività formativa, tolta agli enti non in regola, ad altri soggetti.
Grazie per l’attenzione
ANTONINO SPALLINO


La ringrazio per le sue proposte che mi appaiono interessanti e utili rispetto all'ordine di normalizzazione del settore formazione che quest' assessorato ha inteso intraprendere.
Spero in tempi brevi di comunicarle iniziative in questo senso, che traggano spunto dalle sue preziose indicazioni.
L’ASSESSORE, MARIO CENTORRINO

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