Ucciso a sprangate a Palermo: tra i condannati il boss Fidanzati

I sei imputati hanno avuto pene comprese tra i 7 e i 10 anni. Giovanni Bucaro venne assassinato nell'ottobre del 2008 perché avrebbe maltrattato la figlia del mafioso arrestato pochi mesi fa a Milano

Palermo. Sono stati tutti condannati a pene comprese tra 7 e 10 anni i sei imputati dell'omicidio di Giovanni Bucaro, pregiudicato assassinato a sprangate nell'ottobre del 2008 a Palermo. Tra i condannati anche il mandante della spedizione punitiva che si concluse con l'assassinio, il boss Tanino Fidanzati che organizzò il pestaggio per vendicare la figlia che sarebbe stata maltrattata dalla vittima con cui aveva una relazione.    
Il processo è stato celebrato con il rito abbreviato dal gup Lorenzo Iannelli che ha modificato l'originario capo di imputazione in cui veniva contestato l'omicidio volontario in omicidio preterintenzionale.
Gli imputati, tranne Fidanzati che fuggì dopo il delitto e venne arrestato nei mesi scorsi a Milano, sono tutti liberi perché il gup ha rigettato la richiesta del pm Roberta Buzzolani di ripristino della custodia cautelare in carcere.    
Secondo i giudici, infatti, l'entità della pena inflitta non prova necessariamente l'esistenza del pericolo di fuga degli imputati. Le immagini del drammatico pestaggio vennero riprese dalle videocamere dei negozi della zona del delitto, ma la vera svolta alle indagini venne dalle rivelazioni di uno degli assassini: Francesco Tarantino condannato oggi a 7 anni.    
Otto anni ha avuto Luigi Costa che accompagnò Fidanzati nel luogo del raid. A dieci anni, invece, sono stati condannati Massimiliano Panci e Marco Lipari.     
Gli imputati dovranno versare 15 mila euro, a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva ai familiari della vittima costituita parte civile.

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