Palermo, nuove indagini sull’emergenza rifiuti

Aperto un fascicolo a carico di ignoti, ma i magistrati stanno acquisendo altri elementi visto che negli ultimi giorni la situazione in città è sempre grave

PALERMO. Nuove attività di indagine vanno  a confluire nell'inchiesta sull'emergenza rifiuti a Palermo aperta dalla Procura del capoluogo nei mesi scorsi. Il fascicolo é ancora di "atti relativi", quindi a carico di ignoti, ma i magistrati stanno acquisendo altri elementi visto che negli ultimi giorni la situazione in città è sempre grave. L'inchiesta è coordinata dal pm Gaetano Paci.
La raccolta è gestita dall'Amia, la ex municipalizzata che deve fare i conti con le casse in rosso - il tribunale deve valutare se dichiararne il fallimento o ammetterla all'amministrazione straordinaria - mancanza di autocompattatori - molti mezzi sono guasti e la società non ha soldi per ripararli - e impossibilità di pagare gli straordinari degli operai. Gli ex vertici della ditta sono sotto processo per falso in bilancio, sono indagati per le spese pazze sostenute durante viaggi negli Emirati Arabi Uniti, mentre si indaga su casi di assenteismo dei dipendenti.
Intanto le strade - dal centro storico, alla periferia - sono sporche; agli angoli si accumulano montagne di rifiuti. I cassonetti sono stracolmi. La spazzatura invade le vie e le piazze e, in alcuni punti, rende impossibile la circolazione delle auto. Sono piene anche le campane della raccolta differenziata e il materiale riciclabile occupa in alcune strade l'intero marciapiede.
I cittadini reagiscono incendiando i cassonetti. Le scorse notti i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere i roghi appiccati a diversi raccoglitori.

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