Mou-Balotelli verso il disgelo

Moratti auspica la riappacificazione fra il tecnico e l'attaccante per affrontare le partite decisive della stagione anche se il portoghese non ha ancora perdonato il numero 45 nerazzurro

MILANO. José Mourinho non ha perdonato Mario Balotelli, né lui si è in alcun modo scusato. Ma è il momento per far prevalere la ragion di stato, così il disgelo é vicino e l'attaccante potrebbe tornare fra i convocati per la sfida di Champions League di mercoledì con il Cska Mosca o per quella di campionato di sabato contro il Bologna.   
 L'Inter non è nel suo momento migliore, e la vicenda di Balotelli 'in castigo', dopo aver compattato lo spogliatoio attorno a Mourinho, dopo quattro esclusioni per motivi disciplinari ora rischia di diventare assolutamente autolesionistica. Fallito venerdì il confronto fra allenatore e giocatore, il suo agente Mino Raiola ha utilizzato toni concilianti ("Mario resterà a lungo all'Inter") e alla fine è intervenuta la diplomazia della società.    
"Balotelli sarà stato sicuramente ad allenarsi questa mattina, poi ci sono i rapporti che devono esserci con Mourinho per cercare di capire se Mario può essere chiamato per questa partita o aspetterà la prossima", ha spiegato nel pomeriggio Massimo Moratti dando speranze a Balotelli ma chiarendo che "da quello che so non credo sia cambiata molto la situazione".     
L'utilità del giovane attaccante in questo momento è fuor di dubbio. "Certamente, e infatti fa parte della squadra", ha convenuto il numero uno interista. Balotelli resta tranquillo, "sereno con la propria coscienza", continua ad allenarsi con impegno e attende. Un posto fra i convocati potrebbe essere il primo passo, una buona dose di panchina il secondo. Forse (se non si sottrarrà alle domande) sarà proprio Mourinho a spiegare lo stato della vicenda domani pomeriggio, perché il cerimoniale di Champions lo obbliga a parlare con la stampa alla vigilia della sfida contro il Cska Mosca.     
Contro i russi non ci saranno di sicuro gli squalificati Lucio e Thiago Motta, e Mourinho medita di attaccare da subito la gara con il tridente Eto’o-Milito-Pandev, supportato da Sneijder, che a Roma è apparso un po' scarico e nervoso. "Sono pronto per mercoledì", fa sapere l'olandese, sempre decisivo nelle partite fondamentali per le sorti nerazzurre. Vincere sarebbe importante per andare più tranquilli mercoledì prossimo a Mosca, rialzarsi immediatamente col Bologna sabato dopo la bruciante caduta di Roma e riprendere il rush finale in campionato. "Per lo scudetto siamo ancora tutti in corsa", è convinto Moratti: con il Milan "ci sono tre punti di mezzo, non sono niente. Non conviene pensarla come una lotta a due, perché bisogna stare molto attenti".
Il presidente nerazzurro non fa drammi per sconfitta dell'Olimpico, "una bellissima partita, combattuta come nelle previsioni, in cui l'Inter ha fatto bene come dimostrano i tre pali colpiti". Il calo di rendimento in campionato, però, è difficilmente negabile. "Certo abbiamo perso dei punti, forse non ci siamo resi conto che abbiamo rallentato un po' troppo", ha riconosciuto Moratti. "Adesso - ha concluso - abbiamo la Champions, soprattutto".

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