Fazio: unirsi con Erice per la “Grande città”

Il sindaco di Trapani: i vantaggi della fusione sono evidenti, sia in termini di risparmio dei cosiddetti costi della politica sia in termini sociali

TRAPANI. Mimmo Fazio, 56 anni, da otto anni alla guida dell’amministrazione comunale di Trapani docente universitario ed imprenditore ama definirsi un «uomo prestato alla politica». Fra due anni scadrà il suo mandato ed è tempo già di bilanci.

Erice dice no al progetto «Grande città» il Comunale di Trapani ha invece deciso di andare avanti.
“In questi anni ho deciso di non intervenire sulla questione della fusione dei Comuni di Trapani ed Erice, poiché ogniqualvolta ho detto la mia sono stato accusato di volere "colonizzare" Erice o di avere interesse alla fusione per poter fare un nuovo mandato da sindaco. Sgombero subito il campo dalle illazioni: non sono interessato a fare il sindaco della "Grande Città". Da cittadino libero, dico che i vantaggi della fusione sono evidenti, sia in termini di risparmio dei cosiddetti costi della politica sia in termini sociali. Faccio l'esempio delle fognature. C'è chi afferma che tanto c'è l'Ato idrico, che però non è mai entrato in funzione. Oggi il Comune di Trapani ha fatto una serie di investimenti sulle fognature che Erice, come altri Comuni, non ha fatto. Dunque, anche se l'ATO dovesse essere avviato, il Comune di Trapani si troverebbe in una situazione diversa rispetto agli altri, di "vantaggio", perché ha realizzato le opere in questi anni. Se ci fosse stato un unico Comune gli interventi avrebbero riguardato anche la parte di territorio che oggi fa parte del Comune di Erice, che invece quando e se l'ATO idrico entrerà in funzione dovrà iniziare i suoi lavori. Basti pensare che del progetto per la rete fognaria di Erice l'Ufficio Tecnico del Comune di Trapani non era nemmeno a conoscenza, eppure quella rete, inevitabilmente, dovrà collegarsi a Trapani. Senza contare ancora che il Comune di Trapani sopporta evidentemente costi per servizi di cui beneficiano cittadini formalmente di un altro Comune (vedi ad esempio la scuola, la gestione del traffico urbano e quant'altro). Possiamo ancora fare l'esempio del cimitero comunale, i cui costi ricadono esclusivamente sui cittadini trapanesi, ma in cui vengono seppelliti anche cittadini formalmente del Comune di Erice. Se si creasse un unico Comune vi sarebbe una maggiore equità contributiva e certamente il costo dei servizi potrebbe diminuire. Senza contare il maggior numero di trasferimenti da parte di Stato e Regione”.

Fra pochi giorni scatteranno i parcheggi a pagamento. In tanti criticano l’iniziativa.
“La realizzazione del piano parcheggi non è frutto del "capriccio" di una persona che si alza la mattina e, non avendo nulla da fare, decide di installare le strisce blu. Essa parte da una premessa: negli ultimi anni il traffico cittadino ha subito un impressionante incremento, determinando disordine ed inquinamento. I cittadini giustamente si sono più volte lamentati per il caos, per l'impossibilità di trovare parcheggio, per i parcheggiatori abusivi. L'Amministrazione ha allora affidato un incarico all'università di Palermo per proporre un piano parcheggi e razionalizzazione del traffico. Dallo studio è emerso che circa il 50 - 60 per cento di chi si reca in città proviene da altri Comuni e dalla periferia. La conformazione "ad imbuto" di Trapani fa il resto, determinando l'afflusso ogni mattina di un numero enorme di macchine che va ad intasare le strade, con conseguente sosta selvaggia ed il mancato rispetto di ogni minima regola. Studiato il fenomeno, è stato elaborato il piano che prevede la realizzazione dei parcheggi a pagamento al fine di "convincere" tantissime persone ad evitare di lasciare l'auto sotto la sede dell'ufficio dove lavorano, fornendo, nel contempo, alternative ragionevoli. La grande area di Piazzale Ilio verrà utilizzata come parcheggio gratuito con l'attivazione di bus navetta”.

Trapani è senza autorità portuale.
“Dalle notizie informali assunte e da quanto emerge dalla relazione dell'ammiraglio Biroli, appositamente delegato dal Ministero, sembra che vi sia l'orientamento, da parte dello stesso Ministero, di ripristinare l'autorità portuale, ancorché in forma di autorità di sistema. I danni prodotti nel territorio dalla soppressione dell'Autorità portuale sono notevoli: oggi anche solo per garantire l'illuminazione al porto vi sono problemi non indifferenti, perché non essendovi un interlocutore, che dispone anche delle risorse, vi sono problemi di competenze e di fondi, che devono essere erogati, con i tempi che sono ben noti, direttamente dal ministero”.

Il nuovo Piano regolatore è già vecchio
“Condivido, per certi versi, la valutazione sul prg. D'altra parte, in questi anni, ho detto più volte che l'Amministrazione è intervenuta nella fase della rielaborazione parziale, quando l'assetto del territorio era stato già deciso, non avendo nessuna possibilità di scelta se non quella di portare a termine il lavoro. Il prg approvato ha dovuto prendere atto dello scempio che è stato fatto in tutti questi anni, tra abusivismo, lottizzazioni e quant'altro. In questo senso è senz'altro vecchio. Ma avere oggi un prg è un fatto importante, perché rappresenta il punto di partenza per la programmazione di dettaglio. Senza prg non potevamo avviare il complessivo piano di recupero del centro storico, così come altre aree degradate del territorio. Oggi, almeno, c'è un punto fermo, che blocca l'edificazione selvaggia che è stata permessa in tutti questi anni, guardando invece ad uno sviluppo armonico del territorio”.

Il suo rapporto con la politica?
“Nonostante gli otto anni di esperienza fatta mi abbiano insegnato quantomeno a capire qualcosa in più del linguaggio e dei metodi della politica, continuo a sentirmi semplicemente un amministratore pubblico. La politica, negli aspetti purtroppo negativi che sono prevalsi, è lontana dal mio modo di vedere e di agire”.

Cosa rimane da realizzare in questo ultimo scorcio di legislatura?
“Ciò che si deve realizzare in una città come la nostra, per troppo tempo abbandonata a se stessa, è immane. In questi anni abbiamo cercato di dare alla città i servizi che sono mancati. L'abbiamo fatto con grande impegno, anche se con enorme difficoltà, per la necessità di reperire le risorse, per le lungaggini burocratiche, per una legislazione che troppo spesso ‘ingessa’ i Comuni, che non possono fare opere senza rischiare lo sforamento del patto di stabilità. Nel programma del secondo mandato mi ero prefissato di concludere le opere iniziate con il primo e di definire la progettualità per il futuro della città, che sarà proseguita - mi auguro - da chi andrà a ricoprire la carica di sindaco. Entro la fine del mandato vorrei completare il recupero delle mura di tramontana, anche per garantire la tutela della pubblica incolumità, realizzare la nuova Piazza Martiri d'Ungheria, rifare la condotta idrica di Balata Inici, che consentirà di superare, ritengo definitivamente, grazie alla programmazione portata avanti in questi anni, il problema dell'approvvigionamento idrico in città, realizzare il canile intercomunale. Sono tante purtroppo le cose che l'amministrazione non ha potuto fare, per tutta una serie di fattori, spesso indipendenti dalla nostra volontà. Mi riferisco ad esempio all'autoporto”.

Cosa farà Fazio dopo la sindacatura?
“La mia maggiore aspirazione è quella di concludere il mandato amministrativo, mantenendo in tal modo l'impegno assunto con i miei concittadini. In questi anni, non c'è stata elezione in cui non mi abbiano indicato come "candidato", ora alle Provinciali, ora alle Nazionali, ora alle Regionali e perfino al Parlamento Europeo. Come vedete, non mi sono mosso da dove sono, perché l'impegno con le persone che mi hanno espresso fiducia è superiore ad ogni altra prospettiva. Per il resto, sfido chiunque a delineare un quadro della situazione politica sia a livello nazionale sia a livello regionale che potrebbe esserci tra due anni e mezzo…”.

Perché il Comune di Trapani non ha aderito all'Ato rifiuti?
“L'idea di fondo degli Ato mi pare corretta: una gestione integrata dei servizi su un territorio più ampio produce economia di scala. Ciò che non mi ha mai convinto - ed i risultati che vediamo in tutta la Sicilia mi danno ragione - è la gestione dell'Ato. Sin dall'inizio ho contestato la gestione che si voleva dare. Non posso dimenticare quando l'allora amministratore delegato di ‘Terra dei Fenici’ mi disse che i Comuni avrebbero intanto dovuto versare la tassa che riscuotevano dai cittadini ed al servizio si sarebbe pensato successivamente. La gestione dell'Ato di Trapani mi fa molto pensare: sin dalla fase della gara d'appalto. Per cominciare le offerte, anziché alla sede dell'Ato, dovevano essere inviate presso il settore nettezza urbana del Comune di Marsala. Poi, a seguito di un ricorso da parte del raggruppamento di ditte che si era collocato al secondo posto in graduatoria, sono passati anni prima dell'affidamento. Per non parlare del vero e proprio ‘travaso’ di personale presso la ditta Aimeri, di assunzioni che l'Ato ora vorrebbe fare e di tante altre, definiamole così, anomalie. Tutto ciò a fronte di cosa? Di un miglioramento del servizio? Non mi pare”.

Quanto incide la pressione mafiosa in città?
“Incide tantissimo i comportamenti mafiosi, che non sono solo di coloro che risultano essere formalmente affiliati alla mafia, ma anche e soprattutto di chi, da posizioni che ritiene di privilegio o di potere, grande o piccolo che sia, agisce in dispregio di qualsiasi regola. Purtroppo, nella nostra città vi è una illegalità diffusa e, quel che è peggio, quasi socialmente accettata, che è davvero difficile da sconfiggere”.

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