Musei, un bene da tutelare per l'economia siciliana

Lo scandalo alla fine è venuto fuori. Beni culturali Spa pur avendo 1.087 dipendenti non è in grado di garantire la fruibilità continuativa del patrimonio artistico della Sicilia. Capita, infatti, come risulta da una irritata segnalazione di alcuni lettori, di presentarsi dinanzi a Palazzo Abatellis volendo ammirare il Trionfo della Morte, l’Annunziata di Antonello da Messina o il busto di Eleonora d’Aragona e trovare le sale chiuse. Il motivo? Mancanza di personale, che detta così fa pure scappare da ridere. E nessuno provi a fare lo spiritoso ricordando che solo il Louvre occupa 2.200 persone. Il museo di Parigi è visitato ogni anno da più di otto milioni e mezzo di turisti e a nessuno di loro è mai capitato di non poter ammirare la Gioconda perché la porta d’accesso era sprangata.

E allora diciamocelo fuori dai denti. La cattiva organizzazione che non consente l'ingresso a Palazzo Abatellis commette un crimine ai danni di tutta l'economia siciliana. È assolutamente inutile propagandare per il mondo l'esistenza di ineguagliabili giacimenti culturali se poi non si offre al visitatore la possibilità di usufruirne. E poi perché? Perché il tasso di «imboscamento» è talmente alto da impedire la regolare copertura dei turni di servizio. Per cui Palazzo Abatellis, il cui recente restauro è costato una fortuna, è visitabile a macchia di leopardo. Tutto questo è semplicemente scandaloso. Proprio nel momento in cui si parla con insistenza di trasformare i musei in centri di aggregazione culturale tenendoli aperti giorno e notte per sette giorni alla settimana a Palermo accade l'incredibile. La più prestigiosa galleria della città, dotata di capolavori invidiati in tutto il mondo, apre nella sua interezza come può. Non siamo nati ieri. Sappiamo bene che il caso del museo di via Alloro non è isolato. Gli abusi sono diffusi dovunque. Proprio per questo l'indignazione è maggiore. Mentre si discute della creazione di nuovi soggetti politici non c'è nessun esponente della classe politica che si occupi di far funzionare la macchina della Regione. Il posto pubblico serve soltanto ad alimentare le clientele. Gli organici vengono gonfiati senza pudore. Nessuno, però, che si occupi del funzionamento del meccanismo. Nessun controllo sul posto di lavoro. Nessuna verifica sull'efficienza del personale. Nessuna punizione per gli abusi. Soprattutto in termini di assenteismo. Dall'assessore abbiamo sentito parole di condanna per quanto accaduto. Speriamo che non restino grida manzoniane. Feroci nella forma. Innocue nella sostanza.

 

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