La Bird House firmata da Federico Lupo

Al Museo Civico di storia naturale di Milano in esposizione anche le opere del giovanissimo artista palermitano

PALERMO. Dodici piccoli nidi artificiali per uccelli opere di dodici artisti contemporanei che hanno elaborato nella forma semplice del nido di legno l’idea ben più complessa della casa come “rifugio”.
Secondo le intenzioni degli organizzatori dell’esposizione “il progetto delle Bird Houses nasce come riflessione sul concetto di casa nelle sue molteplici accezioni. Le case per piccoli uccelli di città, dipinte da artisti contemporanei, fanno riferimento all'idea di abitazione come manifestazione della creatività individuale e come luogo di riparo dalle insidie del mondo, sollecitando un'ampia riflessione sulla necessità di un'edilizia pubblica e privata che tenga conto del parere dei cittadini/abitanti e una riflessione sul piano della tutela delle singole realtà abitative e domestiche, dove troppo spesso si consumano realtà di disagio che restano all'oscuro. Donando così una casa ai piccoli volatili che popolano numerosi la nostra città. Ognuno merita il suo luogo di pace, secondo la definizione di Ruskin”.
Tra gli artisti coinvolti nella singolare esposizione c’è Federico Lupo, palermitano, giovanissimo, impegnato.
Mantenuti i contatti con un gruppo di giovani intellettuali conosciuti durante  il "Di cielo in cielo" a Milano nel 2009, ha continuato a lavorare sull’idea dell’opera d’arte come estremo atto creativo dal quale con spirito quasi materno lentamente l’artista stesso deve staccarsi liberandone i molteplici significati. L’opera è solo così libera di esprimersi, e in qualche modo diviene a pieno un bene collettivo, diventa pura interpretazione.  
Bird House avvalora il concetto che: “Per un artista l’atto di creazione, dall’idea alla realizzazione, all’osservazione dell’opera completa, è paragonabile al concepimento e alla nascita di un figlio, è una vera parte di sé che prende vita autonoma nel mondo. L’atto di liberazione e abbandono dell’opera a un destino incerto, è quasi riconducibile a un’azione rituale di separazione dalle cose terrene, rompendo ogni vincolo tra opera e artista, separando l’individuo da una delle cose a lui più care al mondo. Una rinuncia che si fa sorpresa e dono per qualcun altro che, sempre per ricordare la vacuità di tutto ciò che è terreno”.
Riprendendo nell’idea del nido l’intimo valore dell’atto creativo, Federico Lupo si concentra sulla stratificazione emozionale che ogni casa/spazio dell’anima custodisce, evocando atti e gesti di persone che hanno segnato non solo lo spazio ma anche il tempo del vissuto.
Come una stratificazione di emozioni, segni, contesti e passaggi dai quali è possibile, se rintracciati, ricostruire una storia umana.
L’arte in questo senso diventa enunciazione del vissuto, metafora del suo significato.
Il gesto simbolico di trasporre tutto ciò in un nido reale, benché simbolico, diventa dunque una riflessione ironica e un po’ amara sia sull’idea dell’opera d’arte come elemento creativo, che del rifugio come spazio sacro del vissuto. Tanto più che la casa spazio intimo e poetico per l’arte, è invece oggi sempre più spesso fonte di una problematica sociale ben più ampia e complessa, talvolta sconcertante per le dinamiche che sottendono al fenomeno.
Federico Lupo così riassume il senso della sua Bird House: “Queste bird house sono per me delle sentinelle, ma anche dei vuoti in grado di ingoiare la notte, sono si capaci di ospitare, ma non soltanto quello per cui sono state concepite. Sono delle abitazioni e come ogni abitazione portano con sé delle tracce, dei segni di un passaggio, piccoli barlumi di vita incastrati tra le crepe del legno, delle abitazioni che accolgono e respingono.  Nel buio di queste bird house, una vita si annida lasciando parte della propria storia, trovando nuovi spazi, nuovi luoghi, nuovi centimetri di cielo da ingoiare”.

 
INFO
BIRD HOUSES
Un progetto di Nila Shabnam Bonetti
Artisti: Silvia Argiolas, Luca Beolchi, Berse, Gaetano Fracassio, Andrea Francolino, Beli Karanovic, Federico Lupo, Florencia Martinez, Michael Rotondi, Miriam Secco, Siva,  Dany Vescovi.

Dall’1 aprile all’11 aprile 2010
Presso l’Aula Magna del Museo Civico di Storia Naturale
Corso Venezia, 55 - 20121 Milano
Orari: martedì-domenica 9.00-17.30
Vernissage: 1 aprile 2010, ore 11.00 – 17.30

Associazione Laboratorio Alchemico
sede legale in via Palmieri 19 – 20141 Milano
www.laboratorioalchemico.com – info@laboratorioalchemico.com
cel 3498452986 – tel 0236516998

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