Arresto per chi sporca, è la giusta via

Otto persone arrestate dai carabinieri per smaltimento abusivo di rifiuti. Eccola, l’altra faccia dell’emergenza spazzatura a Palermo e nella sua provincia. Dove da un anno e mezzo vige la legge da «tolleranza zero» già sperimentata con discreto successo pochi mesi prima in Campania. Una legge che ha introdotto pene severissime per chi viene sorpreso a scaricare rifiuti, specie se speciali o ingombranti, fuori dagli spazi (e dagli orari) consentiti. E che ha portato finora al fermo di decine di persone, le quali, incuranti di una situazione di emergenza che chiama alla corresponsabilità tutti - istituzioni pubbliche e privati cittadini - hanno continuato a perpetuare un malvezzo radicatosi negli anni. Nei decenni, anzi. Liberarsi di carcasse d’auto, vecchi elettrodomestici, detriti edili o perfino amianto, abbandonandoli sul ciglio della strada e confidando nella muta accondiscendenza di qualche eventuale testimone rimane evidentemente un’abitudine difficile da estirpare.
Ecco perché è più che mai fondamentale l’operato delle forze dell’ordine, chiamate a garantire - e se è il caso, anche intensificare - controlli costanti e capillari, come peraltro la stessa legge prorogata a tutto il 2010 impone.
Il lento e complicato cammino verso la riforma degli Ato rifiuti - rivelatisi elefantiache macchine mangiasoldi, incapaci di garantire servizi efficienti - da una parte; i guai dell’Amia - che viaggia verso un’amministrazione giudiziaria che si annuncia lunga e severa - dall’altra: due questioni che danno la misura delle difficoltà enormi - e delle responsabilità gravi - che il pubblico ha oggi nel garantire la pulizia di strade e intere città. Ma questo non deve costituire un alibi per chi ritiene di poter scaricare rifiuti dove capita, inseguendo l’impunità. L’azione delle forze dell’ordine deve continuare ad essere durissima. A Napoli ha funzionato. Funzioni anche a Palermo.

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