Sicilia, Società

Monica Bellucci mostra il pancione all'Italia

In copertina su Vanity fair da domani, l'attrice italiana più bella al mondo è stupenda anche in gravidanza. La prima figlia l'ha avuta a 39 anni. Ora, la seconda, a 45

"Mi avevano consigliato di fare subito il secondo figlio, ma non ero pronta. E quando mi sono sentita pronta speravo che arrivasse in fretta. Ma i bambini non sono film, non è che si organizzano mettendo intorno a un tavolo un regista o un produttore..." Monica Bellucci si ritrova così a partorire a 45 anni la sua seconda figlia. Nessuna intervista in questi mesi per commentare la novità. Lo fa solo ora, con Vanity Fair che le dedica la copertina in edicola da domani, 24 marzo.
A 39 anni ha avuto la prima figlia. E adesso, dopo 6 anni di distanza partorirà la seconda. Un bel coraggio. "Già, si dice sempre così a quelle che fanno i figli tardi. Ed è vero che fare i figli tardi richiede coraggio perché si corrono rischi, per i bambini e per se stesse. Ma io non mi sento coraggiosa, solo molto fortunata. Ho avuto una bambina sana, un parto naturale come una contadina dell’Umbria, e finora anche questa seconda gravidanza è bella e semplice. Ma non sono assolutamente un esempio da seguire». Però si possono chiamare le cliniche della fertilità, le madri surrogate... «Io non ne ho avuto bisogno: chissà, forse c’entra il fatto che la mia nonna paterna ebbe un figlio a 47 anni. Ma, ripeto, è fortuna. Conosco donne disposte ad attraversare il deserto in ginocchio pur di avere un figlio. Fosse capitato a me di avere difficoltà a restare incinta questa seconda volta, sarei diventata una di loro".
Negli ultimi anni comunque molte donne fanno i figli sempre più tardi, con o senza "aiuti". "Tutto è spostato in avanti. Le donne cercano la sicurezza economica, una casa, un compagno, e poi pensano ai figli. Ho letto che, solo nella regione Lazio, la maggioranza delle donne ne fa solo dopo i 35. Ma è anche vero che la nostra vita media ormai è di 85 anni! Ci pensi: se io e lei fossimo nate agli inizi del Novecento, a 40 saremmo già morte. Oppure vive, ma devastate e senza denti. Quindi, sì, certo, in linea di massima sarebbe meglio fare i figli presto e, certo, quando mia figlia avrà vent’anni, io ne avrò sessanta. E allora? Già oggi le sessantenni sono stupende! Il mondo è cambiato e, con tutte le cautele del caso, oggi è possibile avere un figlio a 40 e vederlo invecchiare". Quando era incinta di Deva, era acceso il dibattito sulla legge sulla fecondazione assistita. L'attrice più bella del mondo si è attivata per la campagna referendaria. Oggi, nel 2010, siamo ancora al punto di partenza. Le donne disposte ad attraversare il deserto in ginocchio, se ne hanno i mezzi, vanno a fare i figli nelle cliniche private all’estero. "Che disastro, e che ingiustizia. È un problema politico, o meglio, un problema di strumentalizzazione della religione da parte della politica. E, alla fine, soprattutto un problema di mancanza di informazione. Troppa poca gente andò a votare al referendum. Ed è stato solo uno dei tanti casi in cui questo Paese si dimostra poco attento alla salute delle donne e ai loro diritti, un’attenzione che dovrebbe cominciare con la scuola, con ore dedicate all’educazione sessuale, per insegnare ai ragazzi l’importanza della pillola e del preservativo come strumenti di prevenzione. La pillola per non rimanere incinta, il preservativo per non morire ed evitare malattie, come la clamidia, che rischiano di distruggere per sempre l’apparato riproduttivo femminile". Dove partorirà? "Non posso dire nulla, se non che il medico che mi segue è italiano. È un ottimo ginecologo, uno che, se vado in tilt e voglio fare due ecografie in una settimana, sa come tranquillizzarmi. Dunque, partorirò in italiano, perché io, in quel momento, voglio parlare in italiano, urlare in italiano". Vincent è un un padre che aiuta? "Molto. Più il tempo passa, più mi piace l’uomo che è diventato. Quando l’ho conosciuto era un ragazzo di 28 anni, adesso è un uomo con un grande senso di responsabilità che mi fa sentire serena. Deva ha bisogno di lui quanto di me. Penso sempre che, se mi dovesse succedere qualcosa, Vincent sarà qui con le nostre figlie. Una donna può anche dire “io i figli li faccio da sola”, e tante ci riescono pure, ma avere un compagno accanto arricchisce sia noi che i bambini".

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