Campisi: è l'ora di dare un taglio alle spese

Il sindaco di Caltanissetta: “Ho trovato una situazione debitoria degli anni scorsi disastrosa. Bisogna avere il coraggio di cambiare, anche se occorrono scelte pesanti e impopolari”

CALTANISSETTA. Nella sua stanza da sindaco ha fatto aggiungere un tavolo rotondo, con otto sedie: per lui, per il segretario e per i sei assessori. La giunta comunale si riunisce nella sua stanza. Michele Campisi, 48 anni, commercialista ha le idee chiare: è lui che gestisce gli affari del Comune, collaborato dalla sua squadra.
Ma lei il sindaco non lo voleva fare?
«Ora lo faccio»

E come?
«Questo è il dilemma: diviso tra il tecnicismo e chi vuole imparare il mestiere della politica. Chi fa politica deve volare in alto per avere una visione complessiva. Purtroppo quando si è troppo tecnici si fanno altre analisi».

Quali?
«I costi e i ricavi ad esempio. Io ho trovato una situazione debitoria, risalente agli anni precedenti, disastrosa. Come fa un padre di famiglia, occorre in questi casi stringere la cinghia».

E si è nella fase che la cinghia deve stringersi?
«Siamo nel pieno di questa fase. Siamo in una economia povera che non ha altra via d’uscita».

In che senso?
«Le faccio un esempio. Vi sono state due epoche che hanno caratterizzato la storia: medioevo e rinascimento. Noi siano in quella medievale. Ma non è purtroppo un problema solo nisseno. Stanno venendo alla luce aspetti strani dell’economia, quasi che i bilanci del passato fossero taroccati».

Cosa occorre fare per lasciarsi alle spalle il medioevo?
«Il coraggio di cambiare, anche se occorrono scelte pesanti, difficili, spesso impopolari».

Lei ne ha fatte?
«Le dico l’ultima. In Comune è successa una mezza rivoluzione quando è stato deciso di bloccare l’uso dei cellulari. Hanno detto anche che il Comune era isolato. Non è vero, bastava alzare un telefono per rispondere o per chiamare. Il fatto vero è che è arrivata una bolletta esorbitante ed era è giusto fare chiarezza. Noi abbiamo 770 dipendenti, poi paghiamo anche i telefoni del Palazzo di Giustizia e quindi dobbiamo cercare di razionalizzare le spese».

Razionalizzare le spese, ma c’è un altro aspetto che vuole mettere in primo piano?
«La legalità. Tutto deve essere trasparente. Molti sono convinti che con gli artefici si possa andare avanti, non è così. Tutto deve essere fatto nella massima trasparenza e legalità».
Lo dice un ex ufficiale dei carabinieri.
«Sono stato ufficiale di complemento dei carabinieri. Non posso e non voglio che ci possano essere ombre sull’operato dell’amministrazione comunale. Anche per questo ci siamo costituiti parte civile nei processi contro il racket».

Avete anche costituito una associazione antiracket ed antiusura, suscitando un vespaio di polemiche perché in città ve ne era una seconda alla quale sembrate avere preso le distanze.
«Anche in questo è bene fare chiarezza. Il Comune non ha costituito nessuna associazione antiracket, ma vi ha aderito per dare un segnale forte alla città, nessuno ci aveva detto che c’era un’altra associazione antiracket».

Quindi potreste fare parte anche dell’«altra» associazione?
«Se ci viene richiesto andremo anche nell’altra. La legalità non ha un colore politico. La trasparenza, come la lotta alla burocrazia significa dare risposte».

Lei ha anche detto che il rilascio delle autorizzazioni alle imprese, per dare sviluppo all’economia, dovrà essere dato con celerità, addirittura in un solo giorno.
«Occorre dare tempi certi ai cittadini. Il rilascio delle licenze, come il pagamento dei tributi, deve avvenire con rapidità. Certo, sto lavorando affinché, in un giorno sia data l’autorizzazione se la pratica presentata è corredata di tutto. Voglio che le procedure siano snelle ed essenziali. Il rilascio rapido delle autorizzazioni amministrative è il punto di forza di una città moderna».

Ma una città moderna non dovrebbe avere problemi di parcheggio. I cittadini lamentano troppe strisce blu e troppe multe.
«Ho già trovato la soluzione. Ho parlato con la società che ha in gestione i parcheggi e in tempi brevi saranno realizzate schede prepagate che dovranno essere collocate nelle auto. Sarà dato il via al momento del parcheggio e saranno staccate quando l’automobilista andrà via. In questo modo pagherà soltanto il tempo reale di parcheggio. Nel caso in cui dovrebbe prolungarsi il parcheggio non ci sarà il problema di andare a sostituire il tagliando o il rischio di incorre nelle contravvenzione. Viene praticato in molte città del nord Europa ed in una sola in Italia».

Ma c’è il progetto di realizzare altre aree di sosta?
«Ve ne sono due. Uno, in via Kennedy, sopra la galleria della ferrovia, con seicento posti. Il secondo in via Medaglie d’oro. Dove c’è già il parcheggio saranno realizzati altri due piani. Sarà abolito, invece, in piazza Mercato Grazia dove sarà abbellita con piante e fontana».

Una riqualificazione del centro storico passa anche attraverso interventi strutturali. In centro vi sono crolli continui e non solo in centro.
«Abbiamo già il finanziamento di oltre 4 milioni di euro per la fascia che va dalla collina Sant’Anna a via Xiboli per metterla in sicurezza dopo le frane. Il secondo lotto prevede interventi anche in centro. Ma vi sono altri lavori come l’ampliamento del palazzo di Giustizia. Otto milioni di euro la spesa. Il decreto finale è già a Roma in fase conclusiva».

Ultimamente è stato al centro di una battaglia all’interno dell’Ato ambiente.«Non a caso il bilancio del 2008 dell’Ato è stato bocciato. Era simile a quello degli anni precedenti, ma stavolta non è passato».

Perché?
«Probabilmente perché vi era la presenza di due dottori commercialisti: io e il sindaco di San Cataldo che lo ha fatto bocciare».

Vuole dire che in precedenza c’era qualcosa che non andava?
«C’erano costi che andavano contenuti e non lo si faceva».

Per dolo o per colpa?
«Probabilmente per stime che facevano ritenere che i costi potevano essere fatti».

Altro capitolo dolente. In molti l’accusano di non volere aiutare economicamente la Nissa, la squadra di calcio.
«Mi sono incontrato con il presidente della Lega sicula Sandro Morgana e un funzionario del credito sportivo per realizzare un palazzetto dello sport che raggruppi la pesistica. La Nissa è importante, ma non è la sola realtà sportiva in città. Nel 1977-78 mio compagno di liceo era Antonio Urso, oggi presidente europeo della pesistica. Non dimentichiamo che abbiamo anche avuto atleti come Giovanni Scarantino o Jenny Pagliaro che hanno partecipato, con successo, alle olimpiadi. E poi ci sono altre belle realtà di pallacanestro, pallavolo, rugby, pallamano. Io ho giocato a pallamano anche in A2 con il Cus Palermo».

Il palazzetto è un progetto, ve ne sono altri?
«Il vecchio Palmintelli deve ritornare ad essere il centro dell’attenzione per il calcio. Gli metteremo l’erba e tornerà ad essere frequentato dai nisseni».

E il «Pian del Lago»?
«Nell’ultima partita in casa della Nissa vi era 260 spettatori, pochini. Sarà dato in gestione, come lo è con successo la piscina, ma non solo per gare sportive, che dovranno essere di un certo rilievo, ma anche per ospitare spettacoli. Con industriali, artigiani, professionisti, istituti di credito cercherò di creare un fondo economico da ripartire a tutti in base ai loro impegni».
Anche nel sociale?
«Nella solidarietà sociale spendiamo 7 milioni di euro l’anno. Ora basta. C’è chi ha bisogno, ma c’è chi specula. I soldi saranno dati a cooperative e non ad associazioni. Le associazione dovranno essere di volontariato e quindi senza soldi. le cooperative, invece, potranno dare lavoro ma dovranno avere, al contrario delle associazioni, i libri contabili».

Le piace la sua giunta?
«Certo, mi piace. Io sono come il papà che ha figli discoli e non. A quelli discoli deve far capire di non gridare, non per assopire le loro voci, ma perché dobbiamo avere chiaro cosa vogliamo fare».

In consiglio la ”mappa” è in evoluzione, la maggioranza è ancora maggioranza?
«A livello nazionale c’è un leader che tiene unita la coalizione. A livello regionale i siciliani hanno votato una coalizione ora se ne trovano un’altra. A Caltanissetta avevamo 19 consiglieri di maggioranza su 30. Ora c’è il Pdl Sicilia, con tre consiglieri i quali si dichiarano equidistanti, vedremo».

Ma la giunta regge o si cambia. Diversi insieme vorrebbe farne parte.
«Diversi insieme vorrebbe maggiore visibilità. Io dico che la nostra è una squadra. Io la guido, gli altri ne fanno parte. Se questa squadra non funziona si cambierà».

Si è dato una scadenza?
«Da qui a giugno. Ad un anno dall’insediamento».

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