Processo Perseo, inflitti 64 anni di carcere a 9 imputati

Comminate le pene alle "famiglie" del mandamento di Belmonte Mezzagno. Assolto Michele Salvatore Tumminia

Palermo. Nove condanne, per complessivi 64  anni di carcere, e un'assoluzione sono state pronunciate dal Gup del Tribunale di Palermo, Mario Conte, nei confronti degli  imputati del secondo troncone del processo "Perseo", celebrato col rito abbreviato nell'aula bunker del carcere di Pagliarelli. L'unico assolto è Michele Salvatore Tumminia. Per il resto, il  giudice ha accolto le richieste del pm Marzia Sabella.
La pena più alta è stata inflitta a Pietro Calvo che, col  meccanismo della continuazione con una precedente condanna, ha  avuto 12 anni. Dieci anni e otto mesi li ha avuti Benedetto Tumminia, dieci Giuseppe Casella, nove Salvatore Bisconti, otto  ciascuno Gaetano Casella e Salvatore Francesco Tumminia. Pene minori per Calogero Liguori, che ha avuto due anni, e per Francesco Chinnici e Antonino Musso, che hanno patteggiato un  anno e otto mesi a testa.
Il Gup ha condannato gli imputati a risarcire con 20 mila euro ciascuno la Provincia di Palermo e le associazioni Addiopizzo, Solidaria, Libero Futuro, Sos Impresa,  Confindustria, Confcommercio e Centro Pio La Torre.
L'operazione Perseo nel dicembre del 2008 portò a un centinaio di arresti, che smantellarono le cosche di Palermo e della provincia. Il troncone concluso oggi riguarda le  "famiglie" del mandamento di Belmonte Mezzagno.

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