Inchiesta Eos, Antinoro rischia il processo

L’operazione, nel maggio e nel dicembre del 2009, portò a una ventina di arresti. L’eurodeputato Udc risponde di voto di scambio, con l'accusa di avere comprato alcuni voti al prezzo di 50 euro ciascuno

Palermo. I pm di Palermo Gaetano Paci e Lia Sava hanno chiesto il rinvio a giudizio di 31 persone, imputate nell'ambito dell'inchiesta denominata Eos, che nel maggio e nel dicembre del 2009 portò a una ventina di arresti, eseguiti dai carabinieri del Reparto operativo e del Nucleo operativo.
Stralciata, per il momento, ma sarà riunita nei prossimi giorni, la posizione dell'ex assessore regionale ai Beni culturali Antonello Antinoro, oggi eurodeputato dell'Udc: risponde di voto di scambio, con l'accusa di avere comprato alcuni voti al prezzo di 50 euro ciascuno. Antinoro ha sostenuto di avere pagato solo alcuni servizi che gli erano stati resi, fra gli altri, da Agostino Pizzuto, ex giardiniere e custode di Villa Malfitano, a Palermo.
Le intercettazioni ambientali e le dichiarazioni del pentito Michele Visita hanno però fatto emergere un quadro del tutto diverso. Visita ha tra l'altro fatto ritrovare un vero e proprio arsenale nascosto da Pizzuto in una grotta della villa. L'ex giardiniere è stato processato e condannato a 10 anni per la detenzione delle armi.

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