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Grecia, Le accuse del centrodestra: Papandreou gonfiò il deficit

Secondo la ricostruzione il disavanzo era già molto più alto, e cioé al 12,7% del Pil. Ciò determinò forti turbolenze sui mercati ponendo in dubbio la credibilità della Grecia, che ha un debito pubblico pari a circa il 120% del Pil, e creando timori di un default

Atene. Il principale partito greco di opposizione, Nuova Democrazia (Nd, centrodestra) ha accusato il premier Giorgio Papandreou di avere scientemente gonfiato il deficit e di essere poi stato incapace di affrontarne le conseguenze, provocando la grave crisi in cui versa il paese.
Il leader di Nd, Antonis Samaras, parlando ad una conferenza di partito, ha affermato che l'ex governo del suo predecessore Costas Karamanlis "non produsse un deficit del 12,7%" del Pil."I dati della Contabilità dello stato dimostrano che 2/3 dei cali delle entrate per il 2009 sono avvenuti nell'ultimo trimestre, quando già era al potere il Pasok".
Samaras, che venerdì ha discusso telefonicamente la situazione economica con la cancelliera tedesca Angela Merkel, ha sostenuto che l'esecutivo socialista "gonfiò a volontà il deficit" per poter accusare Nd e poi dimostrare di averlo posto sotto controllo. A tal fine "cancellò misure che avrebbero generato entrate, calcolò spese non in bilancio, trasferì entrate al nuovo anno fiscale".
Questa strategia, secondo la tesi di Nd, si sarebbe trasformata in un boomerang provocando la reazione dei mercati cui Papandreou non sarebbe stato capace di reagire con la necessaria tempestività ed efficacia, provocando la crisi finanziaria attuale e l'adozione del piano di austerità che sta provocando aspre reazioni sociali.
Il governo Karamanlis modificò nel 2009 le previsioni del deficit dal 3,7% al 6% del Pil in pochi mesi, avvertendo durante la campagna elettorale per il voto di ottobre che senza opportuni provvedimenti il deficit avrebbe potuto toccare l'8%. Una volta al potere Papandreou annunciò che il disavanzo era già molto più alto, e cioé al 12,7% del Pil. Ciò determinò forti turbolenze sui mercati ponendo in dubbio la credibilità della Grecia, che ha un debito pubblico pari a circa il 120% del Pil, e creando timori di un default.
Papandreou ha più volte accusato il precedente governo di essere responsabile della crisi per aver "manipolato" i dati del deficit ed ha chiesto una Commissione d'inchiesta parlamentare. Secondo i sondaggi la stragrande maggioranza dei Greci condivide l'analisi del premier e considera Karamanlis e il suo esecutivo i principali colpevoli della crisi.

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