L'Onu non dimentichi quel massacro di cristiani

Il massacro di oltre 500 cristiani in Nigeria sembra già dimenticato. Eppure non è la prima volta che gli scontri sanguinosi tra i fedeli (fanatici) del Corano e i cristiani avvengono. Anche se negli ultimi tempi i musulmani hanno avuto la meglio, assaltando villaggi indifesi e a colpi di machete passando per le armi anche donne e bambini,di confessioni cristiane ,bruciando le misere case con tutto quello che contengono. In nome di Dio. Solo una lettura distorta e fanatica della Bibbia e del Corano può accreditare questi assassini in nome del proprio credo religioso, che per la verità da alcuni anni si registrano in diverse aree della terra: Nigeria, Sudan, Arabia Saudita,Indonesia, India, Pakistan, Malesia, Laos, Iran, Iraq, Corea del Nord,ecc. Del resto è ormai noto che quello cristiano è il gruppo più discriminato perché sono oltre 200 milioni i credenti,di differenti confessioni. Si tratta, in alcuni casi, di semplici discriminazioni, in altre di violenze,in altre ancora di massacri veri e propri. Eppure se ne parla sempre pochissimo. Anzi, solo in occasione di fatti eclatanti,come quelli nigeriani. Ci siamo chiesti: se invece di cristiani fossero stati islamici i 500 assassinati in Nigeria, avrebbero suscitato le stesse (deboli) reazioni nei media? I sacrifici dei cristiani si danno quasi per scontati come se vivessimo ancora ai tempi delle persecuzioni dell'impero romano. È anche vero però che la stessa Chiesa cattolica non tende a dare il giusto rilievo alle stragi di cristiani, per ragioni diverse. Il motivo prevalente è cercare di non inasprire i rapporti fra le diverse etnie e credi religiosi nelle diverse nazioni e cercare di non esasperare le relazioni con le autorità statali (come avviene con la Cina, con Cuba e altri paesi con regimi autoritari). È per questi motivi che spesso gli eccidi vengono attribuiti non a "motivi religiosi",come è avvenuto in Nigeria, ma a cause di tipo etnico,sociale ed economico. Gli stessi vescovi del paese africano hanno spiegato che l'ultimo conflitto "non ha radici religiose". Il risultato però è che la persecuzione in diverse parti del mondo prosegue, anzi si intensifica senza soste e colpisce un numero consistente del miliardo e 166 milioni di cattolici (nel 2008, secondo l'Annuario vaticano) e di oltre due miliardi di cristiani, se calcoliamo tutte le confessioni: un abitante su tre degli abitanti del pianeta. Eppure in 60 paesi i cristiani non vivono "sonni tranquilli",nell'indifferenza quasi generale. Anche delle Nazioni Unite

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