Mafia ed estorsioni a Zonin, condannato ex autista del mattatoio di Riesi

La Corte d'appello ha inflitto 4 anni e 2 mesi a Giovanni Lo Stimolo, ritenuto esponente di spicco della cosca dei Cammarata

Caltanissetta. E' stato condannato a 4 anni e 2 mesi per associazione mafiosa e tentativo di estorsione dalla Corte d'appello di Caltanissetta, Giovanni Lo Stimolo, 63 anni, ex autista del mattatoio comunale di Riesi e ritenuto esponente di spicco della cosca riesina dei Cammarata. La Corte, però, lo ha assolto dall'accusa di estorsione poiché non ha pilotato le assunzioni di cinque operai nella cantina vitivinicola "Feudo Principi di Butera" appartenente al gruppo Zonin.
In primo grado Lo Stimolo era stato condannato con il rito abbreviato a 4 anni e 8 mesi dal Gup Francesco Lauricella. Lo Stimolo venne indagato con l'inchiesta "Break", scattata nel 2008, con cui i carabinieri accertarono come la famiglia mafiosa riesina - attraverso alcuni emissari tra cui Lo Stimolo - avrebbe imposto l'ingaggio di manodopera stagionale ai  dirigenti della cantina Zonin. Una vicenda confermata pure dai pentiti Giuseppe Tardanico e Calogero Barberi. Lo Stimolo era accusato di aver sponsorizzato - già dal 1998 fino al giorno  dell'arresto - le periodiche assunzioni di Filippo, Calogero e Sandro Amedeo, di Luciano Bordonaro e Pietro Terranova, tutti presunti fedelissimi dei Cammarata. La Corte non ha ritenuto che ci fossero elementi sufficienti per la condanna. Gli è stata riconosciuta invece la tentata estorsione nei confronti di Zonin: secondo l'accusa Lo Stimolo e altri rivolsero minacce  più o meno velate ai vertici del Feudo, attraverso bigliettini o telefonate anonime con cui veniva inoltrata la stessa richiesta: assumere operai. I giudici hanno inoltre condannato  Giovanni Lo Stimolo a pagare 1.200 euro, ossia le spese di costituzione di parte civile sostenute dal Feudo.

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