Sicilia, crolla fatturato degli hotel

I dati forniti dal presidente regionale di Federalberghi, Nico Torrisi: "Nel 2009 una diminuzione tra il 25% e il 30%, dovuta al calo delle presenze straniere e all'abbassamento del costo medio delle camere"

Palermo. Diminuisce il numero dei turisti stranieri, cala il prezzo medio delle camere vendute e, di conseguenza, il fatturato alberghiero segna una parabola discendente. Il turismo in Sicilia soffre e i dati forniti dal presidente regionale di Federalberghi, Nico Torrisi, parlano chiaro: il 10-20% in meno di presenza straniere nell’isola insieme all’abbassamento del costo medio delle stanze degli hotel del 15-20%, ha avuto inevitabili conseguenze sul fatturato che, per il 2009, è sceso del 25-30%.
I numeri del turismo in Sicilia arrivano all’indomani del sondaggio condotto dalla società di consulenza turistica Fjc sulle destinazioni balneari scelte dai tour operator nazionali ed europei per l’estate 2010, che posiziona la Trinacria nelle parti più basse della classifica. “Ci dispiace che le agenzie turistiche non ci abbiano scelto – dice Nico Torrisi – ma è anche vero che il mercato sta cambiando e che molta dell’offerta si sviluppa attraverso internet, per cui non segue le tradizionali logiche. Certo – continua – in Sicilia la situazione per gli operatori del settore turistico è tutt’altro che facile”.
Così, viene fuori che per far fronte ad una crisi evidente e tangibile, molte strutture alberghiere da annuali sono diventate stagionali se, addirittura, non hanno deciso di chiudere: “Il consuntivo del primo trimestre del 2010 è stato chiuso con un saldo decisamente negativo perché, purtroppo, la Sicilia è una meta molto stagionale. Oltre a questa difficoltà, si registra anche la scelta di molte strutture di posticipare l’apertura rispetto alla solita data che coincide con il periodo di Pasqua e anticipare la chiusura, che solitamente ricade con la commemorazione dei morti. Tutto ciò – continua a spiegare il presidente regionale di Federalberghi – ha comportato per 10 mila persone l’impossibilità di lavorare il tempo necessario per riuscire ad ottenere l’indennità ordinaria di disoccupazione”.
Tra le zone maggiormente colpite dalla recessione del settore turismo, sicuramente Taormina e dintorni: “Parlo di Taormina così come dei Giardini Naxos e aree vicine, dove si è registrato il 15% in meno di presenza straniere nel periodo estivo – dice Torrisi –. Stessa cosa anche per Catania o per Ragusa, dove è in atto un periodo di crescita. Il rischio per città come Trapani, evidentemente potenziata, è legato alle compagnie aeree che assicurano gran parte dei collegamenti e alla possibilità che hanno di far saltare le coperture se vanno via”.
Nei giorni scorsi l’assessore regionale al Turismo, Nino Strano, aveva denunciato un’impossibilità nel promuovere il territorio isolano legata al capitolo di spesa pari a zero dallo scorso mese di settembre, e adesso è il presidente regionale di Federalberghi, Nico Torrisi, a rincarare la dose: “Siamo in forte ritardo e aspettiamo il governo – conclude –. La spesa va razionalizzata, vanno prese iniziative che si modulano sull’esempio delle work experiences e, soprattutto, vanno incrementati i controlli per la lotta agli abusivi che affittano case ed appartamenti in nero”.

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