Allarme Cgil: "In Sicilia aumenta la povertà"

Il 28,8% delle famiglie vive sotto la soglia minima necessaria. Si passa da una spesa media mensile di una famiglia del Veneto pari a 2.975 euro ad una di 1.742 euro per una famiglia siciliana

Palermo. E’ allarme povertà in Sicilia: nella nostra Regione colpisce il 28,8% delle famiglie, registrando così un aumento dell’1,2% rispetto all’anno precedente.  A subìre i contraccolpi della crisi economica sono soprattutto i pensionati dell’Isola. La denuncia arriva dal Sindacato dei pensionati della Cgil. Secondo lo Spi Cgil Sicilia , “il dato della povertà è ancora più grave, in considerazione del fatto che i calcoli sull’incidenza del fenomeno sono rapportati a diverse ripartizioni geografiche nord- sud – centro ed all’ampiezza delle città di residenza aree metropolitane – grandi comuni – piccoli comuni. Si passa ad esempio da una spesa media mensile di una famiglia del Veneto pari a 2.975 euro ad una spesa pari a 1.742 euro per una famiglia siciliana. La soglia mensile della povertà in Sicilia è rappresentata da una capacità di spesa per un singolo componente anziano del nucleo familiare non superiore a 531.00 euro se residente in un’area metropolitana  o ai 479.00 euro se residente in un piccolo comune, o tra i 742.00 euro ed i 682.00 euro per un nucleo di due componenti anziani, o tra i 973.00 euro ed i 960.00 euro nel caso di nuclei familiari di tre componenti di cui due over 60 anni. L’incidenza della povertà risulta in crescita tra le famiglie più ampie e tra quelle con a capo una persona in cerca di occupazione ma, coinvolge oltre un terzo dei pensionati siciliani. Prendendo in considerazione ad esempio solo i dati INPS, possiamo evidenziare come in Sicilia risultano più di 360.000 pensioni integrate al trattamento minimo o cristallizzate, il cui valore medio si è attestato nell’anno 2009 a 433.00 euro, passando dai 280.00 euro delle cristallizzate  ai 484.00 euro di quelle totalmente integrate. Possiamo inoltre rinvenire circa 131.000 titolari di pensione o assegno sociale il cui importo medio mensile non arriva a 350.00 euro. Anche questi pensionati hanno visto falcidiata la rata di pensione del mese di gennaio perché il Governo nazionale ha chiesto la restituzione delle somme percepite in più durante l’anno 2009 per effetto del calcolo presuntivo della perequazione dell’anno scorso. Stiamo parlando di cifre che oscillano per i casi sopra descritti tra i 39 ed i 46 centesimi in più al mese. La povertà delle famiglie siciliane e i bassi redditi dei pensionati dell’Isola, saranno al centro del 10° congresso regionale dello SPI CGIL Sicilia, in programma il 15 e il 16 marzo a Campofelice di Roccella, in provincia di Palermo. 179 i delegati provenienti da tutte le province, e 208 mila gli iscritti. Il congresso, il cui titolo programmatico è “Protagonisti per l’uguglianza- diritti, libertà, dignità”, si aprirà lunedì 15 marzo, con la relazione del Segretario Generale Spi Cgil Sicilia, Saverio Piccione. Alle 17.30 è prevista la tavola rotonda “Anziani:riforma sanitaria, stato sociale e utilizzo dei fondi strutturali per combattere la povertà e rilanciare lo sviluppo in Sicilia”, alla quale prenderanno parte, tra gli altri, l’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, l’assessore regionale alla Famiglia Lino Lenza, Donatella Ingrillì, segretaria regionale Spi Cgil Sicilia. A seguire, è previsto l’intervento del segretario generale Cgil Sicilia, Mirella Maggio. I lavori del congresso si concluderanno martedì 16 marzo.

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