Tutti vogliono Balotelli in azzurro

L'investitura ufficiale non arriva da Lippi ma dalla Lega, che spinge il ct della Nazionale a convocare l'attaccante dell'Inter per i mondiali in Sudafrica. Cori unanimi anche da tutta la stampa specializzata

Milano. Lo chiamano 'Supermario' e mai soprannome fu più azzeccato visto che è riuscito nell'impossibile impresa: mettere d'accordo destra, sinistra e centro. E per lui, Mario Balotelli, un coro unanime: ora in Nazionale. Un vero e proprio mantra per Marcello Lippi a corto di attaccanti e reduce dallo striminzito pareggio con il Camerun. E quello che si leva - trasversale e sorprendente - è un grido più forte di qualsiasi tormentone alla Cassano, come dimostrano paginate di giornali politici e non, dall'Unità al Giornale, da Repubblica al Corriere della Sera passando per il Foglio. Oggi la Padania, a sorpresa, rompe gli indugi e si schiera preciso e netto al fianco del campione nerazzurro. Il giornale della Lega, esalta la 'nazionale multietnica', (gli azzurrini dell'Under 21), schierata nella partita contro l'Ungheria dove a fare la differenza sono stati proprio Balotelli, Ogbonna e Okaka. Loro - scrive la Padania - "sono italiani a tutti gli effetti. Sono nati nel nostro Paese, qui hanno studiato, qui hanno imparato i primi rudimenti del calcio. Da decenni, dappertutto certi pregiudizi sono stati superati. Basti vedere come sono composte le rappresentative nazionali a livello mondiale, in Inghilterra, in Francia, in Germania".    

Immediato il plauso di FareFuturo, il giornale on line della Fondazione vicina a Gianfranco Fini. "Qualche tempo fa, dopo i soliti fischi beceri e i cori vergognosi contro Balotelli - si legge su FFwebmagazine - avevamo detto che considerarlo un compatriota non è buonismo, ma semplice realtà. Da oggi, accanto a noi, c'é anche la Padania. Forse loro non gradiranno, ma un po' di cuore finiano batte anche dalle parti di via Bellerio". Ed era stato proprio FareFuturo -  a fine novembre del 2009 - a chiedere la convocazione di Balotelli in Nazionale contro l'ondata razzista negli stadi. Ancora prima il Riformista diretto di Antonio Polito, seguito dall'Unità che - il 27 novembre - dedica quattro pagine contro quelli che insultano Supermario. Il titolo è: 'Stronzi'.  Nonostante le intemperanze, i capricci, i tic (ad esempio, non esulta quando segna) e le smorfie del giovane attaccante che non lo rendono simpaticissimo in campo, la stampa è tutta dalla sua: diventa così il simbolo di un'Italia trasversale e multietnica, tollerante e aperta. Con il presidente della Camera Fini che, spesso, nei discorsi pubblici, cita la 'generazione Balotelli' a sostegno della sua proposta di cittadinanza breve agli immigrati. Gian Antonio Stella, firma del Corriere della Sera, sull'onda lunga del primo intervento di FareFuturo, offre una chiave di lettura su quanto accade negli stadi: secondo il giornalista e scrittore, quello che manda in crisi i settori più razzisti delle curve non è tanto il fatto che Balotelli sia nero ma che lui si senta profondamente e totalmente italiano. Nel giro di un paio di mesi qualcosa però cambia radicalmente: prima l'appello a Lippi era in larga parte frutto di uno sdegno sociale. Oggi, invece, emerge maggiormente il suo talento che alla Nazionale farebbe davvero comodo.  "Balotelli - scrive Mario Sconcerti sul Corriere - non è Cassano. Un ragazzo di nemmeno vent'anni introverso e ombroso che si sente attaccato dal mondo, non un artista arrogante che non ha voglia di rispettarlo. Il gruppo è sovrano, ma nel gruppo deve esserci spazio per le differenze. Altrimenti diventa una lobby".

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