Cisl: "Sicilia fanalino di coda per le pensioni"

Il dato è emerso nel corso del direttivo regionale, secondo il quale i sussidi degli anziani sono falsati e resi più bassi dal lavoro nero

Palermo. La Sicilia fanalino di coda in tema di pensioni. E' quanto è emerso nel corso del direttivo regionale della Cisl Fnp Sicilia secondo cui le pensioni dei siciliani sono falsate e rese più basse dal lavoro nero. E a questo va aggiunta una spesa sociale inferiore a quella delle altre regioni d’Italia e la mancata applicazione della legge che prevede la cosiddetta “integrazione socio-sanitaria”. All'incontro, che si è svolto all´Astoria Palace hotel di Palermo, erano presenti Carmelo Raffa, segretario generale della Cisl Fnp Sicilia, il segretario generale della Usr Cisl Sicilia, Maurizio Bernava; il segretario generale della Fnp Cisl nazionale, Gigi Bonfanti; il segretario nazionale della Fnp Cisl, Mariuccia Diquattro. Secondo i dati forniti dall´Inps un pensionato siciliano riceve mensilmente 550,08 euro a fronte dei 702,11 della media nazionale.

Ma i dati mettono a nudo anche altre verità. In coda alla classifica ci sono i 126.155 pensionati dell´agrigentino con 471,28 euro al mese, a seguire lquelli ennesi con 480,53 euro, al terzo posto quelli di Palermo; agli anziani del capoluogo infatti spetta un importo medio mensile totale di 548, 15 euro, dato simile a quello registrato nella città di Caltanissetta, più ricchi solamente per 0,66 centesimi.

La città che si colloca in cima per le pensioni più elevate è la città di Siracusa che registra una retribuzione di circa 621,33 euro al mese. "In Sicilia non è stata recepita la legge 328 del 2000 che prevede un sistema integrato di servizi socio sanitari con la conseguente mancanza di protezione sociale per gli anziani dell´Isola cha conta una massa di 170 mila non autosufficienti - afferma il presidente Raffa -. A Palermo manca l´assistenza domiciliare, non solamente quella integrata. In Sicilia vi è stata una forte incidenza del lavoro nero in settori come l´agricoltura e l´edilizia. Noi, chiediamo, con forza, l´approvazione della legge in questione, e siamo pronti ad avviare una petizione popolare se ciò non avviene".

Il presidente Raffa parla anche di urgenza di recepire la legge 328 sull´integrazione socio sanitaria: "Un malato cronico costa alle casse pubbliche 800 euro al mese, circa 730 euro in più se fosse assistito in casa, inoltre la spesa sociale più proficua è affidata all´erogazione del buono socio sanitario che consta di circa 15 milione di euro annuali, a differenza del Veneto in cui sono stati stanziati 700 milioni, 368 milioni in Emilia Romagna, 188 in Toscana".

Un dato allarmante riguarda la povertà in Sicilia che investe una famiglia su tre, cio significa che il reddito mensile sfiora appena i 900 euro. "In termini di povertà assoluta il dato peggiore riguarda la Sicilia con il 5,8% contro il 4,1% sul terriotorio nazionale ed una soglia mensile di 538,92 euro -spiega Raffa -. Tale livello si incrementa ulteriormente se aumenta il numero dei componenti della famiglia".

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