Novi Ligure, Omar torna in libertà

Non è più un detenuto il ragazzo che nove anni fa aiutò la fidanzatina Erica a uccidere la madre e il fratellino. Nell'ultimo anno aveva ottenuto il regime di semilibertà per lavorare come giardiniere per conto di una cooperativa

Novi Ligure. Mattina di attesa, davanti al carcere di Quarto d'Asti, dove dall'alba giornalisti e cineoperatori attendono la scarcerazione di Omar Favaro. Il giovane che, 9 anni fa, aiutò la fidanzatina Erica De Nardo a uccidere la madre e il fratellino della ragazza, in una villetta di Novi Ligure (Alessandria), è infatti arrivato alla fine della pena.
Il detenuto che all'epoca del massacro aveva appena 17 anni, ha trascorso gli ultimi tre giorni di detenzione in permesso, ma é atteso all'ufficio matricole della casa circondariale per le pratiche di fine pena e la consegna dell'atto di scarcerazione. Ad accompagnarlo dovrebbe essere il padre, perché il giovane detenuto non ha la patente. Nell'ultimo anno, l'uomo è venuto tutte le mattine alle 6 in punto a prenderlo per portarlo a lavorare ad Asti, dove la famiglia Favaro si è trasferita. Omar aveva infatti ottenuto il regime di semilibertà per lavorare come giardiniere per conto di una cooperativa.
Un "detenuto modello", secondo quanto riferiscono le guardie della polizia penitenziaria. "Un ragazzo molto cambiato", aggiunge chi lo ha seguito durante la detenzione rispetto a quel 21 febbraio 2001, giorno della tragedia che gli ha cambiato per sempre la vita. Per quel delitto efferato - le coltellate inflitte alle due vittime, Susi Cassini e Gianluca De Nardo, furono decine - il ragazzo venne condannato a 14 anni, due in meno rispetto alla pena inflitta a Erika.

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