Topicida nel puré per uccidere la madre: arrestato a Valderice

In cella un giovane di 21 anni. La donna si è accorta di una polvere di colore blu nel piatto e ha denunciato il ragazzo ai carabinieri

Trapani. Aveva messo del veleno per topi nel puré di patate per uccidere la madre. Ma la donna lo ha scoperto e denunciato così il giovane di 21 anni è stato arrestato dai carabinieri di Valderice (Trapani) in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere.
La donna si era accorta della presenza di una polvere di colore blu nella cena che lei stessa aveva preparato. La sera prima, mentre stava sistemando la biancheria, e aveva notato buste di topicida in polvere, avvolte in un lenzuolo custodito in un cassetto. La polvere aveva lo stesso colore di quella che era stata sparsa nel puré. La donna allora si è recata dai carabinieri per denunciare il figlio che ora è accusato di tentativo di omicidio.
Il giovane che ha tentato di uccidere la madre avvelenandola si chiama Angelo Clemente, 21 anni, la vittima è Mattia Brancasi, 60 anni, vedova. Secondo gli investigatori il tentato omicidio sarebbe maturato nell'ambito di contrasti familiari.
La vicenda presenta numerose analogie con un altro episodio di cronaca nera che risale a oltre dieci anni fa e che vede come protagonista la sorella di Clemente, Anna Mazzara, in carcere per aver tentato di sterminare la famiglia adottiva per impossessarsidi tutti i beni. La giovane, che all'epoca aveva 29 anni, uccise la madre adottiva (in realtà era una sua zia), Adelina Brancasi, 49 anni, sorella di Mattia, somministrandole del veleno in un gelato.
Il delitto, che in un primo momento era stato archiviato come un caso di intossicazione alimentare, fu scoperto in seguito al tentativo della ragazza di sbarazzarsi anche del padre adottivo -Antonio Mazzari, 52 anni- e del figlio di lui -Gaspare, 28 anni-, ingaggiando due killer che ferirono con colpi di pistola i due familiari simulando una rapina in casa. Le indagini dei carabinieri consentirono di risalire alla mandante dell'agguato e al movente. Anna Mazzara ammise le sue responsabilità, spiegando di avere avvelenato la madre adottiva e di avere ordinato l'uccisione degli altri due familiari per motivi economici.

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