Juventus - Palermo vista con gli occhi di un tifoso

«Fai più trasferte da ora in poi». È questo l’sms più ricorrente fra i tanti arrivati al mio cellulare al termine di Juventus – Palermo. Una trasferta per me, indimenticabile ed emozionante e soprattutto vincente, che ha visto la squadra della mia città bissare il successo dell’anno scorso in casa della vecchia Signora, la più amata dagli italiani. E da bambino, ammetto, anche da me.  Non nascondo, infatti, che la mia simpatia per la Juve è ancora attuale, ma quando queste due squadre si incontrano non c’è mai stata storia e ho sempre tifato per i colori rosanero. Anche se stavolta tifare è stato davvero difficile. Mi trovavo in tribuna, appena dietro la panchina della Juve, praticamente in trincea. Attorno a me, solo tifosi bianconeri. Il primo tempo è stata una sofferenza. Nella prima frazione di gioco, con poche emozioni, ogni commento è stato bisbigliato. A ogni azione pericolosa del Palermo stringevo le mani di mia cugina, trattenendo il fiato e cercando di non alzarmi dal seggiolino, per non fare capire di essere un tifoso del Palermo in trasferta. Lo sguardo era spesso rivolto al settore ospiti, occupato dai palermitani, che anche in questa occasione sono riusciti più di una volta a zittire il tifo delle curve della Juve con i cori che incoraggiavano i giocatori del Palermo. 

Il secondo tempo è stato tutta un’altra storia, ed è stato tutto merito della squadra allenata da Delio Rossi, che nella ripresa ha dominato la partita, meritando il successo. La mia “partita” tra gli spalti è stata simile a quella del Palermo. Dopo un primo tempo di contenimento, infatti, il Palermo ha capito che fare risultato pieno a Torinoera possibile e ha cominciato a prendere coraggio. E nel frattempo prendevo coraggio anch’io, entusiasmato dalla prova dei rosanero sul campo, più fluidi, più incisivi degli avversari. Al quarto d’ora della ripresa, l’apoteosi. Il gol, o meglio la perla di Miccoli, il più insultato dai tifosi juventini, ha fatto esplodere di gioia tutti i palermitani dentro lo stadio, me compreso. A quel punto, era ormai noto a tutti coloro che erano attorno a me per chi batteva il mio cuore domenica scorsa. Bisogna anche essere onesti nel dire che tutto ciò è stato possibile, perché ero in mezzo a gente civile, che non ha mai ostacolato il mio tifo. Il gol di Budan, a pochi minuti dalla fine, è stato il sospiro di sollievo. Un attimo di distrazione in cui ho voltato lo sguardo da un’altra parte e subito dopo vedo l’attaccante croato infilarsi con la palla indisturbato dentro la porta avversaria. «Cos’è successo?», ho gridato, anche se onestamente poco mi interessava. L’importante era che il risultato sul tabellone luminoso era di 0-2 per il Palermo. 
Il momento più emozionante, però, è stata l’uscita dal campo dei rosanero rimasti per qualche minuto in campo per salutare i tifosi. Io e gli altri tifosi palermitani in tribuna ci siamo radunati al centro del settore per salutare l’uscita degli eroi rosanero. Uscito dallo stadio, ho preso l’autobus che mi riportava a casa. In quel momento sono cominciati ad arrivare gli sms che mi invitavano a fare più trasferte.

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