Palermo, la sfilata contro il razzismo

Un migliaio di persone in corteo nelle strade del centro. Nessun coro in segno di lutto per la morte di Fragalà. Presentata la "carta dei diritti", documento con cui si chiedono pari opportunità per gli immigrati

Palermo. Sono stati circa in un migliaio quelli del “popolo in giallo” del comitato Primo Marzo di Palermo, che oggi pomeriggio hanno sfilato per le strade del centro storico. In contemporanea con le manifestazioni in corso nelle altre città d’Italia, immigrati insieme a cittadini palermitani, si sono riuniti in corteo per rivendicare i diritti civili, politici e sociali degli stranieri residenti. Partiti da piazza Bologni hanno toccato i luoghi rappresentativi dell’integrazione etnica del capoluogo: Ballarò, Santa Chiara, Casa Professa, il Centro Astilli. Giovani di tutte le razze e le età, i colori del mondo uniti da uno stesso colore, il giallo, quello delle magliette che hanno indossato e dei tantissimi palloncini che hanno fatto sventolare.
Gialla anche la mano in segno di stop che dice ‘Non toccare il mio amico’, il logo e slogan dell’iniziativa, che ha ornato le fronti, gli zaini, le felpe dei manifestanti ed anche il dorso dei cani che hanno accompagnato i loro padroni. Per il collettivo non violento doveva essere un momento di aggregazione e di festa, che gli organizzatori hanno voluto trasformare in una sfilata silenziosa, in segno di cordoglio per la morte di Enzo Fragalà. “Siamo cittadini palermitani, anche noi oggi viviamo il lutto per la morte di Enzo Fragalà”, dice Reda Berradi, trentenne di origini marocchine, uno dei promotori del movimento. I concerti previsti per la serata sono stati infatti annullati. Il corteo si è poi diretto verso la Prefettura, scelto come presidio dello stato per presentare la Carta dei Diritti, il documento stilato per chiedere pari opportunità. “Ancora oggi gli stranieri che hanno la cittadinanza stentano ad essere riconosciuti come italiani. Con questa carta ci rivolgiamo alla classe politica regionale - dice Berradi -. Siamo una regione autonoma, e vogliamo che si sfrutti questa autonomia per chiedere leggi che regolamentino l’accesso dei cittadini stranieri alla casa, sanità, alla scuola, al lavoro”. Alla manifestazione presenti una sessantina di associazioni e collettivi, dai Cobas Palermo, ad Emergency, da Radio Aut al Laboratorio Zeta.

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