Direttori generali esterni della Regione, impugnati gli incarichi

Decisione del Consiglio dei ministri: superato il limite del dieci per cento imposto dalla legge

Roma. Il Consiglio dei Ministri di oggi, su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ha disposto l'impugnativa, con conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale, di 9 deliberazioni della Giunta regionale siciliana del 29 dicembre 2009, con le quali era stato confermato, o conferito ex novo, l'incarico di direttore generale a 9 soggetti non appartenenti agli organici regionali. Lo riferisce una nota del ministero.
Le delibere impugnate, che hanno disposto l'assunzione di personale 'esterno' nel limite del 30%, in contrasto con il limite del 10% imposto dal decreto legislativo 165/2001, sono state ritenute dal Governo in contrasto con i principi contenuti negli articoli 3 e 97 della Costituzione.
Il Cdm ha inoltre deliberato la rinuncia all'impugnativa, proposta con conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nella riunione del 9 ottobre 2009, contro il decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale trasporti e comunicazioni della Regione siciliana del 10 agosto 2009. Con il provvedimento regionale impugnato era stata disposta, da parte regionale, la proroga per un quinquennio della data di scadenza dei contratti di servizio in corso con le imprese del trasporto pubblico locale, in contrasto con le competenze statali in materia di tutela della concorrenza. La rinuncia al giudizio è stata imposta dal mutamento del quadro normativo, che riguarda le regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano.

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