La moglie e il figlio di Fragalà: "Chi sa, parli"

Appello dei familiari dell'avvocato morto dopo il pestaggio: "Era un uomo buono e onesto, Palermo ha bisogno di sapere la verità su questo massacro"

Palermo. "Chiunque sappia qualcosa vada dai magistrati. Enzo era una persona semplice, solare, buona, sempre disponibile verso tutti. Chiedo che tutti collaborino per aiutarmi a capire la verita". E' l'appello lanciato durante la veglia nella camera ardente allestita nell'atrio del Palazzo di Giustizia di Palermo, da Silvana Friscia, moglie del penalista Fragalà, morto venerdì scorso in ospedale dopo essere stato massacrato a bastonate da uno sconosciuto la sera di martedì mentre era davanti al suo studio. "Palermo ha bisogno di sapere la verità - ha aggiunto la vedova -. Non possiamo permettere che un uomo integerrimo, onesto e buono come mio marito venga massacrato in questa maniera senza che vangano trovati e puniti i colpevoli".
"Papà era una persona sempre serena, allegra e positiva. Non doveva fare questa fine bestiale - ha detto il figlio del legale, Massimiliano Fragalà - Se ci dovessero essere altre persone che hanno assistito ai fatti e non sono andate in procura che si facciano avanti e contribuiscano a fare chiarezza e a dare una svolta alle indagini”.

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