Il messaggio di Cicala, testo integrale

L'appello del palermitano nelle mani dei mujaheddin così come viene pubblicato dall'edizione online dell'Inquirer

"Mi chiamo Cicala Sergio, sono nato a Carini l'8-12-1944. Dal 18 dicembre sono prigioniero dei combattenti di Al Qaida e ho un appello da fare al governo italiano, al presidente della Repubblica, e al governo Berlusconi", dice Sergio Cicala nel messaggio audio rintracciato dal Site.
"La mia libertà e quella di mia moglie dipende dalle concessioni che il governo è disposto a fare - dice Cicala con un marcato accento siciliano - . Quindi io spero che al più presto il governo si interessi della nostra situazione e di conseguenza delle nostre vite. Aspettiamo fiduciosi che tutto ciò possa al più presto possibile concludersi nel migliore dei modi, naturalmente con la liberazione sia mia che di mia moglie. Il governo Berlusconi... Il presidente Berlusconi è sempre stato rinomato per la sua grande generosità. Spero tanto che mi possa aiutare e che possa aiutare mia moglie".

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