Il rigore dei sindacati

Severità e rigore: a condizione, però, che abbiano l'indirizzo della porta accanto. È questa la risposta che i sindacati hanno dato agli interventi dell'assessore Centorrino in materia di formazione. Il colloquio appena cominciato è già finito. Gli spazi di trattativa sembrano essersi esauriti in pochissimo tempo. Strano destino. Un amministratore che non nasconde le sue simpatie per la sinistra che fatica ad entrare in sintonia con il sindacato. Ieri sera Centorrino ha diffuso un comunicato per dichiarare la sua disponibilità ad un nuovo dialogo. Una conferma delle difficoltà dei rapporti. I sindacati lamentano l'insufficienza dei fondi. Quindici milioni fra arretrati per il 2009 e nuovi interventi per il 2010 sono giudicati insufficienti. Come mai? Bastano a mala pena a pagare gli stipendi e i fornitori, sostengono i sindacati. Sarà certamente così: ma come mai i sindacati non concordano con l'assessore un piano di tagli veramente efficace. Qualcosa, in effetti, con l'accordo dell'anno scorso era stato fatto.

Non a sufficienza però, visto che la coperta dei finanziamenti continua a essere molto corta. È necessario, invece, intervenire con maggior convinzione. Serve una riforma profonda che restituisca una missione alla formazione in Sicilia. È utile che la quantità venga sostituita dalla qualità. Così non è oggi. Ogni anno si allettano 40 mila giovani siciliani con il miraggio di un improbabile lavoro. In realtà sono destinati alla disoccupazione in quanto il sistema produttivo non riconosce alcun valore aggiunto alla preparazione fornita dalla Regione.

Bisogna assolutamente cambiare passo. Utilizzare le risorse per finanziare la formazione in strettissimo raccordo con imprese e botteghe. Altrimenti continuerà la pioggia di denaro gettato al vento.  I sindacati, però, da questo punto di vista vogliono costruire le barricate. Sostengono che occorre consolidare e conservare gli enti storici. Senza cambiare nulla. Senza fare un passo avanti. Parrucchieri, estetisti ed operatori informatici non servono a nulla. Molto più utili gli esperti di ambiente, energia, turismo, beni culturali. La sfida oggi si gioca sulle conoscenze e sul livello di preparazione. Ecco perché il presente va rimosso in blocco. Ha dimostrato di non funzionare. È stato solo un monumento allo spreco e al malaffare come confermano i ripetuti interventi della Procura.

I sindacati si sono dichiarati pronti a bloccare le assunzioni. Poi, però, risulta che fra le maglie qualcosa è scappato. In realtà chiedere ai sindacati di riformare in profondità la formazione in Sicilia è come chiedere ad un agnello di festeggiare l'avvento della Pasqua. Ecco perché serve un intervento forte da parte dell'assessorato. Ci vuole fermezza e visione strategica. La situazione esistente va rimossa e bisogna pensare al futuro. I sindacati invece sono fermi nella difesa degli enti storici e degli attuali meccanismi di governo del sistema. Senza pensare che il mondo va avanti, che le risorse sono limitate che continuare con l'attuale copione non serve a nessuno. Meno che mai ai ragazzi che frequentano i corsi.

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