Palermo, ex dipendenti del telefono azzurro su un campanile

Salgono per protesta sulla chiesa di San Francesco Saverio dell'Albergheria 33 professionisti dell'azienda, il cui contratto è scaduto lo scorso 31 dicembre

Palermo. Salgono per protesta sul campanile  della chiesa di San Francesco Saverio dell'Albergheria, a  Palermo. Sono i 33 professionisti che in questi anni hanno lavorato per telefono azzurro: psicologi, psicoterapeuti,  pedagogisti e giuristi. Il loro contratto, per il servizio '114. Emergenza infanzia', è scaduto il 31 dicembre del 2009 e da  quel momento sono stati integralmente sostituiti con volontari  del servizio civile, privi di adeguata formazione ed esperienza.  A darne notizia, è la Cisl. Gli ex dipendenti di Telefono azzurro chiedono alle  istituzioni "tutela per il proprio posto di lavoro e per la  qualità di un servizio volto alla salvaguardia dei minori,  basato sulla capacità tecnica dell'ascolto e della relazione umana, competenze che si acquisiscono in anni di esperienza  lavorativa".Inoltre, sollecitano "chiarezza sulla gestione  economica" dell'associazione.  Per Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl,  "il sindacato crede fortemente nel valore di un servizio come il 114, di tutela dell'infanzia e rimarca l'importanza che  questo venga svolto da persone altamente qualificate, in  possesso degli strumenti per creare la relazione umana di  fiducia, che faccia sentire il bambino o l'adulto che chiamano per chiedere aiuto, accolti nel proprio dolore".  Il Telefono Azzurro, informa la Cisl, dichiara la "non  sostenibilità economica del servizio, ignorando la proroga  tecnica di 400 mila euro concessa e finanziata dal ministero per  le Pari opportunità"

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