Cappuccetto rosso e quel kimono

Si potrebbe pensare che essendo lontano da noi, il Giappone sia molto diverso e lo sia non solo per usi e costumi ma anche nell´arte illustrata, eppure un filo sottile ci lega. La favola «Cappuccetto rosso veste il kimono» è un progetto a cui un gruppo selezionato di artisti della città di Palermo si è messo a confronto con due temi: la favola nostrana di Cappuccetto rosso e il kimono, abbigliamento tipicamente giapponese. Traslare la favola per l’eventuale mostra in terra nipponica ha reso possibile studiarne non solo gli aspetti più tradizionali e conosciuti, ma ha richiesto uno forzo immaginifico da parte degli artisti di disegnare, dipingere, o illustrare con varie tecniche e varie forme artistiche, la classica bimba dalla mantellina rossa in una versione orientale. In sostanza, alla mantellina rossa preferire il kimono. Ma la bimba della favola non è mutata nelle sue caratteristiche di base e quindi il valore educativo della storia è rimasto integro nello svolgimento del racconto. Ciò che noi ragazzi dell’Accademia di belle arti di Palermo, in veste d’artisti, abbiamo fatto è stata una forma di gemellaggio visivo che aiuta a comprendere il significato più ampio che una favola per bambini può possedere. I bambini del Giappone non sono diversi dai bambini italiani o europei. E nel caso delle favole i valori educativi sono identici per tutti i bambini del mondo. Ciò che può differire e in questo caso dare spazio a noi illustratori nell’attingere alla nostra fantasia e cultura, sono appunto le caratteristiche fisionomiche, le forme d´abbigliamento tipiche, il cibo e quant’altro si può riconoscere in una cultura piuttosto che in un’altra. Ma la favola, qualunque essa sia, è universale e da questo presupposto nascono le idee per questa mostra. Già nel 2006 il professore Piro, docente della cattedra di decorazione dell’Accademia di belle arti di Palermo, aveva preso contatti con curatori, docenti e artisti del sol levante e in quell´occasione lo scambio artistico consisteva nell´illustrare «La principessa kaguya» o meglio conosciuta con il titolo «Il tagliatore di bambù e la figlia della luna» vedendola con i nostri occhi d´artisti occidentali. Questo racconto o leggenda giapponese, era stato pretesto per avvicinarsi alla cultura favolistica di questa terra così lontana da noi. E anche in quell´occasione io e un gruppo selezionato d’artisti dell´accademia di Palermo, dopo aver studiato i più classici usi e costumi locali, avevamo dato sfogo all´immaginazione realizzando tavole 50x70 cm con soggetto la principessa e tutto il suo scenario fantastico. Nell’occasione di «Cappuccetto rosso veste il kimono» i vettori si sono invertiti: la favola è la nostra, di cultura europea, i vestiti sono di cultura orientale. La mostra che verrà allestita in diversi musei giapponesi ha come pubblico i bambini delle diverse scuole del posto. Questo segna un importante appuntamento tutto rivolto al mondo dell’infanzia, dove l’arte ha sempre avuto un posto di riguardo e dove è possibile rintracciare nell´immaginario collettivo numerose forme di fantasia legate a favole vecchie e nuove, ma tutte tra loro unite, nell´intento deciso di azzerare i confini geografici e culturali, dove quella dell´illustrazione è un´arte che affonda radici lontane e che in ogni angolo del mondo e in ogni periodo storico s’è allargata ed è cresciuta fino a diventare espressione artistica a sé stante, pronta a cogliere i cambiamenti culturali che viviamo nel nostro tempo.
*Accademia della belle arti

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