Campionato riaperto, ma quanti isterismi

La Juve di Zaccheroni torna alla ribalta proprio mentre si riapre il campionato: non stiamo a ridiscutere sulle sviste arbitrali a suo favore, che Mourinho ha voluto in settimana pesantemente castigare (peraltro registrate anche dal vostro cronista) e che il Bologna ha voluto segnalare anche ieri, ma sottolineiamo piuttosto il cambiamento fra la squadra di Zac e quella di Ferrara. È sempre una Juve bruttina ma certo più esperta: il tecnico di lungo corso le ha restituito alcuni parametri logici di cui si sono via via giovati soprattutto i più criticati, come Amauri, Diego e Melo, lo stesso Del Piero ch'è parso miracolosamente rinvigorito; e tutti insieme hanno recuperato quei colpi di scaltrezza che rivelano un'umiltà prima inesistente e oggi più che mai necessaria, visto che i bianconeri devono (provvisoriamente) rinunciare ai miracoli di san Buffon. Appena riavrà un potenziale offensivo adeguato, la Vecchia tornerà a battersi per quel posto in Champions ch'è ormai il suo unico traguardo, insieme a una Coppa di riparazione che, come si è visto in Olanda, è alla sua portata. E parlando di Juventus e di navigatori esperti, eccoti l'impresa di Claudio Ranieri, il ripudiato a Torino che a Roma ha ufficialmente riaperto il campionato: per i giallorossi e per il Milan dei recuperi. Con la complicità di Mourinho. S'è visto sabato sera che l'Inter, storicamente definita «La Pazza» anche dai suoi amanti, è diventata «L'Isterica» a causa degli eccitanti psicologici che il portoghese le propina da settimane: da quando un comprensibile calo di forma è stato combattuto con potenti dosi di vittimismo e complottismo. La Roma ha riaperto il campionato e aspetta l'Inter del dopo-Champions: il Chelsea, mercoledì, potrebbe restituircela strabella e strapotente oppure frustrata e vieppiù indebolita. Nel frattempo, Ranieri tiene d'occhio l'avversaria ma non rinuncia al pragmatismo annunciato alla prima ora, quando decise di sostituire all'inutile brillantezza della Roma di Spalletti una squadra tosta e compatta destinata più a vincere che a divertire. Fino a quando — come ieri — anche una striminzita vittoria sull'attento Catania di Mihajilovic è diventata un bel divertimento per i tifosi giallorossi per mesi afflitti da tristezze aziendali. Se vogliamo parlare di calcio-spettacolo, senza offendere la prudenza e la razionalità di Delio Rossi, dobbiamo piuttosto riferirci al Palermo che da una efficace e brillante manovra collettiva ricava spunti offensivi importanti e produttivi: ora anche i rosanero possono pensare all'Europa, magari registrando meglio il modulo da trasferta. Stupisce comunque la qualità dei giocatori che Zamparini ha affidato a Rossi: anche Hernandez ha dato spettacolo e vederlo recitare fra Miccoli e Pastore è un bel godimento tanto per i tifosi del Palermo quanto per chi non ha mai accettato di denigrare il valore tecnico e spettacolare del nostro torneo. Cui contribuisce — dico cinicamente — anche la Zona Paura, ormai estesa fino ai trenta punti del rotolante Parma. È saltato il quindicesimo allenatore, il De Biasi risultato dolorosamente inutile all'Udinese. Pozzo ha richiamato Pasquale Marino e ha fatto la mossa migliore della stagione: forse il «vecchio» tecnico troverà il modo di ricompattare dieci uomini di valore e Totò Di Natale, il solitario capocannoniere.

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