Europa League, la Roma cade ad Atene

I giallorossi sconfitti 3 a 2 dal Panathinaikos nell'andata dei sedicesimi di finale. Si conclude così la striscia di imbattibilità durata venti partite e quattro mesi. Preoccupa l'infortunio del portiere Julio Sergio

Atene. Dopo 20 risultati utili consecutivi e quattro mesi d'imbattibilità la Roma torna ad assaporare l'amaro sapore della sconfitta. Un black out dei giallorossi nel finale permette infatti al Panathinaikos, sotto per 2-1, di segnare due gol in cinque minuti e di portare a casa la vittoria per la gioia del suo pubblico 'bollente' che ha riempito l'Olimpico ateniese nonostante questo match fosse appena un sedicesimo di finale.   La Roma può solo recriminare sui suoi errori, che le hanno fatto perdere una partita che aveva in pugno, visto che non è mai stata messa sotto dagli avversari, ai quali però ha concesso due gol su palle inattive (leggi azioni dal calcio d'angolo) su cui la difesa è apparsa a dir poco disattenta. In una circostanza, la prima rete del Panathinaikos, anche il comportamento del portiere Doni, subentrato al 39' pt all'infortunato Julio Sergio, non è stato esente da colpe: il brasiliano, come altre volte in passato, è sembrato a dir poco incerto nell'uscita.  Questo test greco ha quindi il sapore della beffa.
A punire la Roma è stato quel Cisse in passato obiettivo di mercato della squadra giallorossa e tornato alla forma migliore (in campionato ha già segnato 17 reti ed anche in Europa fa sfracelli) proprio nell'anno del Mondiale, in modo da riguadagnarsi la stima del suo ct Domenech: quattro anni fa dovette rinunciare a Germania 2006 per un grave infortunio nell'ultima amichevole, messo Ko da un fallo assassino di un difensore della Cina. Il perfetto stacco di testa con cui lo stravagante bomber ha anticipato Burdisso e battuto Doni ha punito oltremodo la Roma, ora costretta alla rimonta nella partita di ritorno, quella dell'altro Olimpico, quello romano.    
La Roma, che ha sempre cercato il gioco ed insistito molto nei passaggi, è stata penalizzata anche dall'opaca prestazione di un Baptista costantemente anticipato dai difensori greci, mentre Taddei ha corso molto ma è apparso troppo nervoso, tanto da costringere Ranieri a sostituirlo nel finale per evitare il secondo cartellino rosso.   Dopo un palo di Riise al 14' si assisteva ad un match equilibrato, con Pizarro solito maestro del centrocampo e Leto ed il bimbo-prodigio Ninis a fare un gran movimento in avanti per il 'Pana'. Proprio Ninis al 27' costringeva Julio Sergio ad una bella parata. Due minuti dopo Roma in vantaggio: Baptista scaricava su Vucinic appostato sulla sinistra e il montenegrino realizzava uno bellissimo gol con un tiro 'a giro'. Nove minuti dopo c'era l'infortunio a Julio Sergio, poi al 44' Cisse si mangiava un gol fatto spendendo fuori di testa da posizione favorevole, con la porta 'spalancata'.   
 Ripresa con fuochi d'artificio in campo, per l'aggressività del Panathinaikos, privo però del cambio di passo necessario. La Roma si difendeva bene ma al poi capitolava per una dormita generale su corner avversario, che permetteva a Salpingidis, appena entrato, di pareggiare. Giallorossi in vantaggio con un rigore concesso per fallo su Cerci, steso da Spiropoulos e trasformato dall'ottimo Pizarro. Ma l'illusione durava poco, appena tre minuti, perché su altra dormita generale (Juan dov'era?) nasceva l'azione del gol di  Hristodoulopoulos, che realizzava dopo una svirgolata di Kante. C'era poi la rete-beffa di Cisse e quindi l'amarezza di una Roma che per questa sconfitta deve dare la colpa solo a se stessa. La rimonta è ancora possibile, ma questa è stata un'occasione buttata via.

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