Berlusconi: "Chi è corrotto fuori dai partiti"

Il premier a tutto campo commenta gli eventi degli ultimi giorni: "Ci vogliono pene più dure per chi commette questo tipo di reati. E nessuno tocchi Gianni Letta". Oggi un disegno di legge in consiglio dei Ministri

Roma. "Non credo ci siano dubbi sul fatto che chi sbaglia e commette dei reati non possa pretendere di restare in nessun movimento politico". Berlusconi, in un'intervista concessa a Palazzo Grazioli a due agenzie, è molto netto nel dire come il Pdl debba comportarsi di fronte a chi commette reati. Ma le sentenze debbono essere passate in giudicato? "Dipende da caso a caso: noi abbiamo deciso che le persone che sono sottoposte a indagini o processi in via di principio non debbano venire ricomprese nelle liste elettorali, ma anche che se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l'Ufficio di presidenza a decidere caso per caso".
''Sembra quasi che sia un peccato darsi da fare... se c'e' qualcuno che veramente e' straordinario sul piano dell'operativita' e dell'operare per il bene comune è proprio Letta" ha detto Berlusconi, comentando le indiscrezioni di stampa su un possibile coinvoglimento del sottosegretario nelle inchieste legate agli appalti per il G8 e i mondiali di nuoto. ''Quindi non credo che Letta debba ssolutamente tenere conto di voci che sono soltanto delle dimostrazioni di incivilta' e di barbarie'', ha aggiunto Berlusconi riconfermando ''piena fiducia'' nel sottosegretario che ''non si tocca''.
Berlusconi ha anche parlato del provvedimento sulle intercettazioni "Non mi convince del tutto perché lo vorrei ancora più severo, però l'attuale testo in Senato è meglio della situazione attuale che é di barbarie pura" e quindi "penso si debba proseguire con quel testo", ha detto il premier. Berlusconi ha poi aggiutno di non aver 'mai sentito parlare dell'ipotesi di un decreto in merito".
Secondo Berlusconi "non c'é nessun ritorno di Tangentopoli" anche perché "tutti i partiti hanno il finanziamento pubblico" e dunque si tratta di "fatti personali che rientrano nelle statistiche" che dimostrano come su 100 persone possono esserci "1, 2, 3, 4 o 5 individui che possono essere dei birbantelli o dei birbanti che approfittano della loro posizione per interesse personale". Berlusconi ha infine sottolineato che ciò "vale per le imprese, per i sindacati, per la magistratura e per i movimenti politici".

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