Politica e morale, l'eterna questione

Torna la questione morale all'interno della classe politica. Non bastavano le inchieste della magistratura sulla ristrutturazione della Maddalena. Ieri si è aggiunto il procuratore generale della Corte dei Conti che aprendo l'anno giudiziario ha lanciato il suo grido d'allarme: «Nel 2009 -ha affermato- c'è stato un boom di denunce per i reati di corruzione e concussione». Nel periodo gennaio-novembre 2009 ci sono state 221 denunce per corruzione ( 229% in più rispetto al 2008), 219 per concussione ( 153% in più rispetto all'anno precedente), e 1.714 per abuso di ufficio. Corruzione e tangenti, dice il presidente della Corte, Tullio Lazzaro, non accennano a diminuire e pesano sullo sviluppo del Paese perché "si verificano nell'ambito di gare di appalti, di realizzazione di opere pubbliche, di interventi di manutenzione". Lazzaro parla di "una sorta di ombra o di nebbia che avvolge il tessuto più vitale e operoso del Paese". La Corte dei Conti valuta che, mediamente, l'illegalità nella pubblica amministrazione costa 60 miliardi di euro. Una cifra spaventosa. Quasi il 4% del Pil che viene sottratto ai circuiti legali per finire in corruzione, tangenti, bustarelle. Una situazione chiaramente insostenibile. Una pesante palla al piede che frena lo sviluppo del Paese in quanto fa crescere in maniera anomala il costo dell'amministrazione statale e delle commesse pubbliche. Una situazione cui è urgente porre rimedio al più presto. Certo un lavoro difficile. Tuttavia si può cominciare con una piccola manovra. Per esempio scegliendo con grande attenzione i candidati alle prossime elezioni regionali. Non sarà risolutivo ma servirà a dare un primo segnale.

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