Mchedlidze: "Il mio addio? Tutta colpa di Rossi"

Palermo. Tutta colpa di Delio Rossi. Si può sintetizzare così il messaggio di Levan Mchedlidze, che, dopo circa due mesi dal suo esilio volontario nella sua Georgia, cominciato dopo le vacanze di Natale, è tornato a farsi sentire sul sito reterete24.it, dopo cinquantadue giorni di mistero e silenzi sul suo mancato ritorno in gruppo per la seconda parte di stagione. E Mchedlidze ha chiarito che la motivazione di questa sua decisione di restare in patria è da ricercare in una telefonata. Quella ricevuta dall’attaccante, probabilmente ormai ex rosanero, da parte di Delio Rossi. «Non servi al Palermo, perché sei un attaccante le cui caratteristiche non si adattano alla squadra». Queste, a detta di Levan, le parole pronunciate da Delio Rossi durante la telefonata, che hanno spinto l’attaccante georgiano a questa discutibile decisione di non tornare in Italia. Dalla società di viale del Fante non si è fatta aspettare la dura replica del direttore sportivo, Walter Sabatini. «Levan è rimasto zitto per sessanta giorni, e forse avrebbe fatto meglio a continuare a restare in silenzio. Detto questo, non mi sembrano proprio dichiarazioni tipiche del lessico del nostro allenatore», ha affermato Sabatini al Gr Sicilia. «È il più grande fallimento della mia vita, dal punto di vista umano e tecnico. Credevo che questo ragazzo avrebbe fatto una grande carriera. Non credo, a questo punto, che arriverà da nessuna parte», ha concluso Sabatini.

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