"Sono il nuovo Riina": bullismo in una scuola di Gela

Uno studente quattordicenne della media "Enrico Mattei", spalleggiato da altri compagni, per mesi ha seminato terrore nell' istituto. Tutti sono stati sospesi

Gela. "Sono il nuovo Salvatore Riina, mi dovete chiamare 'Toto' u curtù e portarmi rispetto, altrimenti ve ne pentirete". Così, uno studente quattordicenne della scuola media "Enrico Mattei" di Gela, spalleggiato da altri compagni, per mesi ha seminato terrore nell' istituto. Il gruppo di ragazzi, un po' "bulli" un po' "picciotti", ha aggredito e picchiato un coetaneo, alunno della stessa scuola, dimostratosi più coraggioso di tanti altri. La giovane vittima ha avuto la peggio e, sanguinante, ha dovuto far ricorso alle cure dei medici dell'ospedale. La prognosi è stata di pochi giorni.    
L'episodio, avvenuto la scorsa settimana fuori dalla scuola alla fine delle lezioni, ha avuto un seguito quasi immediato. L'indomani, infatti, il ferito ha atteso il gruppetto di bulli all'uscita dell'istituto e, con l'aiuto del proprio fratello (di pochi anni più grande di lui) si è vendicato delle botte ricevute. Tre i ragazzi finiti al pronto soccorso per contusioni ed escoriazioni varie. I genitori, sia del primo studente che degli altri, hanno sporto denuncia incrociata ai carabinieri per lesioni e violenza privata. Gli investigatori hanno accertato che se uno degli studenti si fa chiamare "Totò u curtu", un altro avrebbe preteso che tutti lo chiamassero "Binnu" Provenzano. Entrambi si sarebbero ispirati alla fiction televisiva "Il capo dei capi". Gli studenti protagonisti della vicenda sono stati sospesi dalle lezioni.   
I militari dell'arma hanno già trasmesso un dettagliato rapporto alla procura della Repubblica presso il tribunale dei minorenni di Caltanissetta. La scuola media "Enrico Mattei" ospita i giovani dei quartieri della periferia nord-ovest della città, sorti abusivamente negli anni '70. E' lo stesso istituto preso di mira, la scorsa notte, da ignoti vandali, che hanno messo a soqquadro alcune aule, imbrattando i muri e danneggiando banchi e sedie. Il preside, Giuseppe Orlando, ha sporto denuncia ai carabinieri

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