Mafia, Maroni: "Confisca patrimoni dei boss è prioritaria"

Il ministro dell'Interno in visita a Palermo per la consegna all'ordine dei giornalisti di una villa appartenuta a Totò Riina. "Lo Stato deve essere concreto per stare vicino ai cittadini"

Palermo. "In 18 mesi sono stati sequestrati alle mafie 12 mila beni per un valore complessivo di 7 miliardi di euro e confiscati 3.800 per un valore di due miliardi di euro. Questo dimostra che l'aggressione ai patrimoni delle cosche è una priorità. Resta il problema di gestire i beni sottratti ai clan e passare in tempi brevi dal sequestro e dalla confisca al pieno utilizzo a fini istituzionali e sociali". Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni intervenendo, a Palermo, alla cerimonia di consegna di una villa confiscata ai costruttori mafiosi Sansone all'Ordine dei giornalisti di Sicilia. "Crediamo che gli assetti problematici della gestione dei beni - ha aggiunto - possano essere risolti grazie all'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati recentemente istituita. La prossima settimana andrò a Reggio Calabria, sede dell'Agenzia. Sono certo che sarà uno strumento utile". "Voglio ricordare che il nostro modello legislativo in materia di misure patrimoniali contro la mafia è apprezzato e studiato in molti Paesi europei". Maroni ha poi aggiunto:  "La sottrazione dei beni alla mafia ha un duplice valore: simbolico, perché dà ai cittadini il segnale che lo Stato va fino in fondo e concreto perché sottrae risorse economiche ai clan che hanno bisogno di denaro per governare l'Antistato".   Dopo la consegna della villa che fu di Riina all'ordine dei giornalisti, sono arrivata le parole del presidente dell'ordine regionale, Franco Nicastro: "Questa diventerà la nostra casa - ha detto Nicastro - questo posto sarà un presidio di legalità e un luogo di recupero della memoria". Alla cerimonia hanno partecipato anche il capo della polizia Antonio Manganelli, il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo del Boca, esponenti delle forze dell'ordine e il sindaco di Palermo Diego Cammarata.

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