Palermo resta senza difensore civico

Dopo quattro anni scade il mandato dell'avvocato Antonio Tito che denuncia: "Non è ancora stato designato il mio successore".

Palermo. Il 16 febbraio, si conclude il mandato del primo difensore civico della storia di Palermo, l’avvocato Antonio Tito, e ancora non è stato designato il successore. “Una situazione kafkiana che rischia di diventare un’omissione d’ufficio - commenta Tito -. Si aspetta tuttora la pubblicazione dei bandi per selezionare gli aspiranti”.
Il lavoro svolto dalla difesa civica, in questi quattro anni, ha reso un servizio alla cittadinanza che ha prodotto importanti numeri: 5.000 interventi e 1.243 istruttorie formali definite. Il riscontro da parte dei cittadini è arrivato soprattutto dal web, 23.000 le pagine consultate e 15.000 gli accessi registrati al sito. Tante sono state le problematiche, che affliggono il capoluogo, affrontate dallo staff di Tito: il 52% attinenti alle infrastrutture ed i servizi; il 25% ai servizi alla persona e alla famiglia, il 15% all’area economica. Numerose anche le iniziative di comunicazione rivolte ai palermitani, in particolare quelle di informazione, ben 45, che hanno coinvolto le scuole. Un percorso costruito con impegno che, come dichiara Tito, non deve essere abbandonato. “Io non andrò in pensione – dichiara -. Continuerò a lavorare per i cittadini. Chiedo solo all’amministrazione comunale che quanto è stato fatto non venga disperso”.

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